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Home » Personaggi » Michael Jackson aveva questo soprannome a causa delle sue abitudini igieniche, svela Lionel Richie: “Non si lavava”

Michael Jackson aveva questo soprannome a causa delle sue abitudini igieniche, svela Lionel Richie: “Non si lavava”

Richie parla delle abitudini igieniche di Michael Jackson e del soprannome che gli aveva dato Quincy Jones. I fan però mettono in dubbio le sue parole.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco2 Ottobre 2025
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MIchael Jackson sul set del video di Thriller
MIchael Jackson sul set del video di Thriller
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Nel suo nuovo libro di memorie, che si intitola Truly, uscito il 30 settembre, il cantante Lionel Richie ha svelato un aneddoto curioso sulla sua amicizia con Michael Jackson. Il dettaglio più controverso riguarda un soprannome che il leggendario produttore Quincy Jones avrebbe affibbiato a Jackson: Smelly, che in inglese significa puzzolente. Secondo quanto riportato da Richie nel libro, questo nomignolo sarebbe nato dall’abitudine di Michael di indossare gli stessi vestiti per giorni, senza cambiarli o lavarli.

“Michael rideva anche lui, rendendosi conto che era inconsapevole del fatto che non aveva cambiato o lavato i suoi vestiti per un paio di giorni”, scrive Richie nel memoir. Il cantante di All Night Long spiega che il suo amico aveva sviluppato questa abitudine a causa della sua straordinaria fama: vivendo costantemente in tour e non potendo fare shopping nei negozi normali senza essere assalito dai fan, Jackson finiva per indossare gli stessi pantaloni fino a renderli completamente inutilizzabili.

Michael Jackson e Lionel Richie
Michael Jackson e Lionel Richie

Nel libro, Richie spiega anche che Jackson era molto legato a sua mamma e ai fratelli, ma quando diventò una popstar di fama internazionale, dovette badare a sé stesso e a tutta la “nave” di cui era capitano e non fu semplice. “La sua vita quotidiana era eccentrica”. 

“Quando era in tour indossava i costumi elaborati creati dai suoi stilisti, se era in studio indossava i pantaloni del pigiama e pantofole. Se era a casa indossava qualcosa di comodo e largo per poter praticare i suoi passi di danza e giocare con il suo serraglio di animali domestici”.

Quando si trattava di incontri privati tra Michael e Lionel, però, la situazione cambiava radicalmente. Lionel ha raccontato che Jackson “non usava deodorante” e indossava ciò che capitava, spesso cose che teneva addosso per giorni.

“Ogni volta che Michael veniva a trovarmi, indossava qualsiasi cosa: jeans e maglietta. E i jeans gli cadevano addosso o erano troppo corti per essere chiamati jeans e, beh erano puzzolenti”

Richie ha raccontato anche che una volta Michael Jackson gli spiegò di aver ricevuto un paio di jeans gratuitamente da un negoziante nella Valley, e da allora continuava a indossarli.

Il problema, spiega Richie, derivava dall’impossibilità per Jackson di mandare i vestiti in lavanderia come una persona qualunque perché le lavanderie in questione avevano la brutta abitudine di tenerseli come “cimelio” e non li restituivano. Questo avrebbe portato l’artista a sviluppare l’abitudine di indossare gli stessi capi, fino quando non erano da buttare.

Richie racconta anche di un episodio particolare in cui, trovando l’amico “particolarmente trasandato e maleodorante”, lo portò a casa sua per fargli fare una doccia dopo giorni, fornendogli biancheria intima pulita e un paio di jeans nuovi.

“L’ho riaccompagnato a casa, attraverso le strade secondarie, e mi fu grato. Appena sono rientrato in casa mia e sono passato dal soggiorno, ho notato che sul tappeto c’erano le mutande di Michael Jackson e i suoi vecchi jeans sgualciti. Semplicemente lì, come un animale investito. Cosa potevo fare se non ridere? MJ era stato qui”

Come riporta Newsbreak, le rivelazioni hanno immediatamente scatenato polemiche sui social. Molti fan del Re del Pop hanno accusato Richie di sfruttare la memoria di Jackson per vendere copie del suo libro. Altri invece hanno contestato la veridicità della storia, sostenendo che il soprannome Smelly avesse in realtà un’origine completamente diversa. “Sta mentendo per vendere il suo libro. Questo non era affatto il motivo. MJ diceva smelly invece di imprecare, perché era un Testimone di Geova. Quincy Jones ne ha parlato numerose volte”, ha scritto un utente, citando un articolo del passato che spiegava come Jones chiamasse Jackson Smelly durante la registrazione di Thriller perché quello era il termine che l’artista usava per dire “funky” (in passato funky era un termine che indicava anche qualcosa di maleodorante o bizzarro)

Lionel Richie con Michael Jackson vestito in modo da non farsi riconoscere
Lionel Richie con Michael Jackson vestito in modo da non farsi riconoscere

Altri fan hanno sottolineato la contraddizione con l’immagine di Jackson come germofobico: “Ma non era un maniaco della pulizia?”

Nonostante le controversie, Richie nel suo memoir dipinge un ritratto affettuoso del suo amico, descrivendolo come un genio musicale capace di “distinguere 15 mix diversi della stessa canzone” ma completamente sprovveduto nella vita quotidiana.

La collaborazione tra Richie e Jackson ha prodotto uno dei brani più iconici della storia della musica: We Are the World, registrato nel 1985 per il progetto USA for Africa. La canzone, che vedeva la partecipazione di decine di artisti tra cui Stevie Wonder, Diana Ross, Bruce Springsteen, Tina Turner e Cyndi Lauper, raccolse oltre 60 milioni di dollari per aiuti umanitari.

Di recente anche Priscilla Presley ha parlato di Jackson, rivelando i segreti del matrimonio tra il Re del Pop e sua figlia Lisa Marie Presley.

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