Il vignettista Giorgio Forattini è morto serenamente il 4 novembre 2025 nella sua casa di Milano. Aveva 94 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata da Michela Cappelletti, sua assistente da 35 anni.
Nato a Roma nel 1931, Forattini aveva iniziato a disegnare vignette solo a quarant’anni, dopo una vita di lavori diversi: operaio in una raffineria, rappresentante di prodotti petroliferi, venditore e direttore commerciale di una casa discografica, rappresentante di elettrodomestici. La sua prima vignetta risale al 1974. Da allora ha collaborato con testate come Panorama, Paese Sera, La Repubblica, L’Espresso, La Stampa e Il Giornale.
Fondatore e direttore del famigerato (e divertentissimo) giornale satirico Il Male, Forattini fu anche tra i protagonisti dell’inserto Satyricon di Repubblica, insieme a Sergio Staino, Ellekappa e Vauro. Con la sua matita irriverente ha ritratto decenni di politica italiana, trasformando i leader in caricature iconiche: Craxi come Mussolini, D’Alema in uniforme da “Hitler comunista”, Berlinguer in vestaglia, De Mita con la coppola, Veltroni come un bruco, Buttiglione gorilla, Bossi nelle vesti di Alberto da Giussano, Prodi un curato di campagna, Spadolini senza vestiti, “innocente come un puttino”. Fanfani, che era bassino di statura, fu raffigurato letteralmente come un tappo di bottiglia.
Ricordiamo Giorgio Forattini, il più grande vignettista italiano, con la vignetta che gli costò una querela da D’Alema.🙏 pic.twitter.com/PqVAfiaPom
— woodstock (@POPOLOdiTWlTTER) November 4, 2025
L’ANSA ricorda come molte sue vignette fecero infuriare i politici, e non mancarono le querele. “Molti si limitavano a lamentarsi con il direttore del giornale, altri hanno querelato” – raccontava Forattini – “Massimo D’Alema, allora Presidente del Consiglio, querelò solo me, chiedendomi tre miliardi di lire per la vignetta sull’affare Mitrokin. Fu un precedente pericolosissimo contro la libertà di satira”.
Ma non tutti reagirono allo stesso modo: “Che posso dire di Forattini? È lui che mi ha inventato”, rispose con ironia Giulio Andreotti quando gli chiesero perché non lo avesse mai querelato.
Ritrovata una raccolta di vignette di Forattini, a suo modo interessante perché copre l’arco 91/92.
Pochissimi i guizzi, dove spicca questa vignetta piuttosto infame su Raul Gardini pic.twitter.com/lH9MWOIYcC— Martin Sileno (@martinsileno) May 7, 2025
Tra le sue vignette più celebri, quella della Sicilia a forma di coccodrillo che piange, dopo la strage di Capaci. Altrettanto discussa la vignetta sul suicidio di Raul Gardini, in cui Craxi gli intimava di spararsi, per la quale lo stesso Forattini si disse pentito.
Riguardo al proprio orientamento politico, spiegava:
“Non sono mai stato di sinistra. E neanche di destra. Sono sempre stato un liberal e un uomo libero. La verità è che detesto l’integralismo. Non sopporto nessun partito”.
E, come ricordato da Repubblica, aggiungeva:
“La mia più grande soddisfazione è di aver lavorato sempre con coraggio e indipendenza e di non aver mai piegato la testa di fronte agli attacchi che spesso mi hanno creato grossi problemi”.
Come riporta Adnkronos, i funerali di Giorgio Forattini si terranno giovedì 6 novembre nella Chiesa di Santa Francesca Romana a Milano. Le sue ceneri verranno poi tumulate nel cimitero di Monte Porzio Catone (Roma), accanto ai genitori, al fratello e al figlio Fabio, morto nel 2011. Lascia la moglie, Ilaria Cerrina Feroni.
