In una recente intervista al Corriere, Pierfrancesco Favino ha rivelato l’origine curiosa della piccola cicatrice che ha sull’anulare destro, che si è procurato quando venne a sapere della morte di Vittorio Gassman.
Nella conversazione con il Corriere della Sera si parlava di “mostri sacri” e Favino a tale proposito ha mostrato all’intervistatrice Gaia Piccardi una cicatrice che ha su un dito:
“Questi due punti sono la morte di Vittorio Gassman. Sono in cucina e sto tagliando il parmigiano. La tv accesa dice che è morto Gassman. Mi giro di colpo, e mi affetto il dito“
L’attore ha aggiunto di essere poi andato a rendere omaggio all’attore.
“Non ho nulla della grandezza di Vittorio ma ho voluto andare sulla sua tomba al Verano. Memore de Il Sorpasso, quando si sveglia e chiede di fumare, gli ho lasciato una sigaretta”
Nella precedente domanda sui miti del cinema che ci hanno lasciato di recente – Claudia Cardinale e Robert Redford, per fare un esempio recente – Favino ha detto di non essere nostalgico. “Non sono un tipo nostalgico: la commemorazione è una zavorra del nostro cinema. Mi piace di più l’idea di essere una freccia verso il futuro, non verso il passato”
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Dal 13 novembre Favino sarà nel cast de Il Maestro, di Andrea Di Stefano, film nel quale interpreta Raul Gatti, sedicente ex campione di tennis che si confronta con un allievo tredicenne, che si deve allenare per i tornei nazionali di tennis. “A me è piaciuta la possibilità di raccontare ciò che non si vede e, in un momento di ossessione per performance e successo, il viaggio di due persone che non sono due fenomeni”
A proposito di aneddoti, qualche mese Favino ha raccontato dell’incredibile figuraccia che ha fatto a Los Angeles, nella villa di un produttore.
