Un lungo serpentone silenzioso ha attraversato Milano nella gelida mattina di domenica 23 novembre. Oltre cinquemila persone si sono messe in fila per rendere l’ultimo omaggio a Ornella Vanoni, la grande artista scomparsa venerdì 21 novembre all’età di 91 anni nella sua casa milanese. La camera ardente, allestita al Piccolo Teatro Paolo Grassi, ha visto una partecipazione straordinaria che testimonia il legame profondo tra la cantante e la sua città.
Il feretro di Ornella Vanoni al Piccolo Teatro, applauso dei milanesi. Aperta la camera ardente, presente il sindaco Sala: “Lei rappresenta la milanesità. Troveremo formule per ricordare il suo insegnamento” #ANSA https://t.co/iOzWKbdenP pic.twitter.com/RxGfyzwrOT
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La coda per entrare nel teatro si è estesa lungo via Dante fino a raggiungere quasi il Castello Sforzesco, con migliaia di cittadini che hanno atteso pazientemente per portare un fiore, un biglietto o semplicemente per un ultimo saluto. La bara di legno chiaro, semplice ed elegante, è stata posizionata ai piedi del palco che Ornella Vanoni aveva calcato tante volte nella sua lunga carriera. Ai lati due cuscini di girasoli, alle spalle i gonfaloni di Regione Lombardia e Comune di Milano e la corona di fiori del Piccolo Teatro Grassi.
Le note di Domani è un altro giorno hanno accolto tutti coloro che sono entrati nella sala, creando un’atmosfera di commozione e raccoglimento. Tra i presenti non sono mancati i volti noti del mondo dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni che avevano condiviso con l’iconica artista un pezzo di vita e di carriera.
Aperta la camera ardente per l’ultimo saluto a Ornella Vanoni
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Tra i primi ad arrivare la mattina sono stati il conduttore Fabio Fazio e la cantante Emma Marrone. Fazio, che negli ultimi anni aveva accolto Ornella Vanoni nel salotto di Che tempo che fa facendo riscoprire anche ai più giovani l’acume e l’ironia della stella della musica italiana, ha voluto essere presente fin dalle prime ore. Anche la senatrice a vita Liliana Segre ha partecipato alla camera ardente, rendendo omaggio all’amica e artista.
La sfilata di personalità è proseguita per tutta la mattinata: Renato Zero, Donatella Versace, Cristiano Malgioglio, Francesco Gabbani, Ambra Angiolini, lo stilista Antonio Marras con la moglie Patrizia, il giornalista Roberto Alessi. Naturalmente c’era anche il figlio di Ornella, Cristiano, nato dal breve matrimonio con Lucio Ardenzi. Presente anche Simona Ventura, che ha raccontato il suo rapporto con la cantante:
“Mi mancherà la sua generosità, era donna diretta, sarcastica e ironica, parlavamo per ore. Era unica, la più grande di tutti. Ci mancherà tantissimo ma la sua musica è immortale. Domani è un altro giorno è la canzone della mia vita”
Paolo Jannacci, figlio del grande Enzo Jannacci, ha sottolineato come Milano saprà ricordare Ornella Vanoni come merita, osservando la straordinaria testimonianza d’affetto della città. Fiorella Mannoia, Arisa e Lella Costa hanno portato il loro saluto all’artista, insieme a Alba Parietti e Letizia Moratti.
Camera ardete di #OrnellaVanoni, Paolo #Jannacci: lei è senza fine pic.twitter.com/mBqFn9JsUq
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Francesco Gabbani ha definito indimenticabile l’eleganza anarchica di Ornella Vanoni: “È un ricordo enorme che mi resterà per tutta la vita, grazie Ornella. Incontrarla è stato un grande privilegio”. Arisa ha riflettuto sulla perdita:
“Gli artisti non dovrebbero morire mai e in un certo senso non muoiono perché rimangono con noi attraverso quello che fanno. E fortunatamente Ornella ha fatto tanto”.
Alba Parietti ha ricordato l’artista come “una donna eroica e coraggiosa sia nella vita privata sia nelle scelte di carriera. Ha un repertorio immenso che resterà con noi”. Come riporta Milano Today, Memo Remigi ha espresso la sua riconoscenza: “La mia carriera è dovuta a Ornella perché lei ha inciso la mia prima canzone, Innamorati a Milano. L’anno successivo mi chiese una canzone per Sanremo e io scrissi per lei Io ti darò di più ed è stata davvero una donna che ci ha dato di più”.
Il sindaco di Milano Beppe Sala e l’assessore comunale alla Cultura Tommaso Sacchi hanno partecipato alla camera ardente e hanno parlato con i giornalisti riguardo a una possibile dedica o intitolazione per ricordare la cantante. Sacchi ha commentato l’ironia di Ornella Vanoni quando diceva di volersi vedere dedicata un’aiuola:
“Faceva parte della sua ironia. Lei è riuscita con un piccolo scherzo a toccare un punto importante. Lo diceva scherzando, ma lo diceva anche perché aveva piacere che questo legame con Milano fosse per sempre e lo sarà. Troveremo le formule giuste”
Il regista premio Oscar Gabriele Salvatores ha definito Ornella Vanoni “un pezzo di Milano importante. Sapeva cantare e interpretare Milano. La città ha perso una voce indimenticabile, una persona bella. È giusto ricordarla come una di noi, una donna che sapeva vivere la vita”.
Lella Costa ha sottolineato l’unicità del binomio artistico tra Ornella Vanoni e il trombettista jazz Paolo Fresu:
“Perdiamo una grande interprete della canzone italiana e internazionale. Il binomio con Fresu è stato unico pur essendo mondi musicali diversi. Aveva un rapporto di grande amore con Milano ma la criticava quando vedeva qualcosa che non le piaceva”
Letizia Moratti ha rivelato un sogno mai realizzato dell’artista: “Una volta, durante uno dei nostri incontri, la Vanoni mi confidò che il suo sogno nel cassetto era poter un giorno cantare alla Scala di Milano”. Un desiderio mai avverato a causa delle stringenti regole del teatro milanese sui concerti con artisti provenienti da generi musicali diversi dalla lirica.
La camera ardente è stata chiusa alle 14 di domenica, anche se erano ancora molte le persone in attesa di entrare. L’omaggio a Ornella Vanoni proseguirà lunedì 24 novembre al Piccolo Teatro dalle 10 alle 13, prima dei funerali previsti per le 14.45 nella chiesa di San Marco a Brera. Per quella giornata il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino.
Per volontà della stessa Ornella Vanoni, espressa pubblicamente più volte, a suonare al funerale sarà Paolo Fresu, grande amico della cantante e suo collaboratore da anni. Un ultimo saluto che rispetterà la volontà di un’artista che ha segnato la storia della musica italiana dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri, lasciando un’eredità artistica immortale e un legame indissolubile con la sua Milano.
A proposito, ricordate cosa disse Ornella Vanoni sull’importanza degli abbracci?
Ricordiamo Ornella Vanoni con l’ironia con cui raccontò di aver previsto tutto per il suo funerale “Il vestito di Dior, la bara economica perché voglio essere bruciata e poi buttatemi a mare, magari a Venezia” pic.twitter.com/POfILgGdjo
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) November 21, 2025
