Josh Brolin ha rivelato dettagli inaspettati sulla sua passata amicizia con Donald Trump, risalente a prima che il magnate immobiliare diventasse presidente degli Stati Uniti. In una recente intervista con The Independent per promuovere il film Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery, l’attore ha offerto una prospettiva personale sul leader della Casa Bianca, definendolo un genio del marketing capace di intercettare le debolezze della popolazione.
L’attore ha conosciuto Trump intorno al 2010, durante la produzione di Wall Street 2 diretto da Oliver Stone. Trump era inizialmente previsto nel cast del film, ma fu poi tagliato dal montaggio finale. Da quel primo incontro, che includeva anche il regista Stone, il co-protagonista Shia LaBeouf e Melania Trump, nacque un rapporto che Brolin ha descritto come amichevole, almeno fino all’ingresso di Trump in politica.
“Non ho paura di Trump, perché anche se dice che resterà per sempre, semplicemente non accadrà”, ha dichiarato Brolin a The Independent, riferendosi alle speculazioni su un possibile terzo mandato presidenziale. “E se dovesse succedere, affronterò quel momento. Ma essendo stato amico di Trump prima che diventasse presidente, conosco una persona diversa”, ha aggiunto l’attore, sottolineando come il Trump privato fosse differente dalla figura pubblica e politica odierna.

Nonostante la distanza attuale, Brolin ha espresso una certa fascinazione per l’abilità imprenditoriale di Trump negli anni Settanta e Ottanta. Ha definito “interessante” l’idea di costruire grattacieli di lusso come la Trump Tower “nel mezzo di una città cloaca durante la fine degli anni Settanta”, riferendosi alla Manhattan di quell’epoca. Tuttavia, ha anche riconosciuto che quella operazione fu segnata da “un sacco di corruzione” e che il potere esercitato oggi dal presidente è “senza limiti, non regolamentato”, facendo un chiaro distinguo tra il passato e il presente.
Riguardo le capacità comunicative e di marketing di Trump, Brolin ha detto:
“Non esiste un genio maggiore di lui nel marketing. Lui prende le debolezze della popolazione generale e le asseconda. Ed è per questo che penso che molte persone sentano di avere una mascotte in lui. Penso che si tratti molto meno di Trump e molto più della popolazione generale e del loro bisogno di validazione”
Nel corso degli anni, il rapporto di Brolin con Trump si è evoluto significativamente. Durante un’apparizione al Late Show with Stephen Colbert nel 2016, l’attore aveva sottolineato di essere stato amico di Trump, parlandone al passato, e aveva descritto il tycoon come qualcuno che aveva “da solo invertito la rotta dell’economia di Manhattan”. Già allora Brolin si era definito un democratico conservatore, un orientamento politico che lo colloca in una zona grigia all’interno dello spettro politico americano.
Il punto di rottura definitivo era arrivato nel 2020, quando Brolin aveva condiviso un messaggio su Instagram in cui si era espresso contro Trump in vista delle elezioni presidenziali di quell’anno. “Mi rifiuto di credere che Donald Trump sia la nostra versione fondamentale della mascolinità americana”, aveva scritto, segnando una chiara presa di distanza dal suo ex amico diventato presidente.
Nell’intervista con The Independent, Brolin ha anche chiarito che il suo personaggio nel nuovo film di Rian Johnson, il megalomane Monsignor Wicks che guida una chiesa locale, non è ispirato a Trump. “Potrei inventarmi qualcosa e dire che era radicato in una sorta di avidità trumpiana”, ha scherzato, ma ha poi negato qualsiasi connessione diretta tra il personaggio e il presidente.
Sapete che la nipote di Trump, una psicologa, si è detta preoccupata per le attuali condizioni del Presidente?
