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Home » Personaggi » Raoul Bova ad Atreju: “Occhi spaccanti più virale delle guerre. La società è malata, mi hanno ucciso”

Raoul Bova ad Atreju: “Occhi spaccanti più virale delle guerre. La società è malata, mi hanno ucciso”

Raoul Bova ad Atreju racconta il ricatto subito e la gogna mediatica per gli audio privati diffusi. "Occhi spaccanti più virale delle guerre. Società malata".
Fabio FuscoDi Fabio Fusco12 Dicembre 2025
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Raoul Bova ad Atreju
Raoul Bova ad Atreju (il Corriere della Sera)
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Raoul Bova è intervenuto ad Atreju, durante il panel “Non con la mia faccia. Deep fake, web reputation e odio social”, organizzato da Fratelli d’Italia e introdotto da Arianna Meloni. L’attore ha ricostruito il caso che lo ha coinvolto la scorsa estate, quando audio e chat privati con la modella Martina Ceretti sono stati diffusi online senza consenso.

“Cosa ho fatto di così grave? Sicuramente ho sbagliato, fatto errori, me ne pento ma una persona singola che aveva in mano degli audio privati li ha usati a scopo di lucro, monetizzando, diffamando, cercando consenso, per aumentare il bacino di follower dimenticando cosa andava a fare: accrescere la popolarità uccidendo una persona pubblicamente”.

Come riporta il Corriere, Bova ha spiegato di aver ricevuto per tre giorni richieste di denaro per evitare la pubblicazione del materiale: “Sono stato tempestato di telefonate. Io non volevo cedere al ricatto di una persona. Ho pensato: se lo accetto ce ne sarà un altro? Quindi ho deciso follemente di non accettare questo ricatto”.
Secondo l’attore, però, questa scelta non ha evitato le conseguenze:

“Ciò che mi rende triste è che il messaggio che ho ricevuto indietro non è stato “Bravo, hai vinto, hai sconfitto chi ti ha ricattato” Quello che ha pagato sono stato io. Ho pagato con l’uccisione pubblica”.

Sul trattamento mediatico ricevuto, Bova tira in ballo la guerra a Gaza e i femminicidi.

“Sono stato sbeffeggiato, ridicolizzato, tutto è diventato virale, tutti gli strati sociali, tutti sapevano di questa storia, di questa parola famosa, occhi spaccanti, è stata la parola più in voga: prima della guerra, prima delle persone uccise, prima dei femminicidi, questa è stata l’Italia nell’estate che mi ha massacrato”.

Bova ha esteso il discorso alla dimensione sociale del fenomeno: “Noi siamo curiosi di questo gossip, siamo abituati a veder crollare una persona per sentirci importanti. È una società malata”. Ha poi descritto il proprio isolamento: “Mi sono sentito molto solo, non c’è stata una reazione. Io ho denunciato ma nessuno ha tenuto conto del fatto che quello era un reato, nessuno ha alzato la mano per dire “sì blocchiamolo””.
Secondo lui, l’audio “andava bloccato in partenza perché era già stato denunciato”.

“non mi hanno detto ‘bravo, hai sconfitto chi ti ha ricattato’. ho pagato io, con l’uccisione pubblica. sono stato sbeffeggiato, ridicolizzato. quest’estate la frase più in voga era ‘occhi spaccanti’, prima della guerra e delle uccisioni”.

un raoul bova semplicemente perfetto. pic.twitter.com/XgTB36ccNj

— Massimo Falcioni (@falcions85) December 11, 2025

Insieme a Bova sono intervenuti anche l’attore Fabio Ferrari (I ragazzi della Terza C) e la giornalista Francesca Barra. Arianna Meloni ha ringraziato gli ospiti per le testimonianze e ha raccontato la sua esperienza con l’odio sui social: “L’esempio è importante. Io non ho mai insultato un personaggio politico che la pensa diversamente da me. Forse mi è capitato di rispondere a un insulto pesante a mia sorella. Adesso non guardo, non leggo”.

Meloni ha sottolineato la necessità di maggiore educazione digitale:

“Le leggi ci sono, bisogna fare di più con l’educazione digitale. Quindi formazione, consapevolezza e un approccio etico. La sfida del futuro è questa, per questo ho voluto questo panel. Noi siamo la culla della spiritualità e noi oggi dobbiamo difendere l’uomo. È l’etica che deve dare i confini di questo nuovo mondo delle tecnologie”.

Meloni ha annunciato iniziative anche a livello europeo e ha citato Papa Francesco: “Di fronte ai prodigi delle macchine che sembrano saper scegliere, dobbiamo aver bene chiaro che all’essere umano deve rimanere la decisione”.

 

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