In una lunga intervista rilasciata a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, Caterina Caselli si racconta ripercorrendo una vita segnata da dolori profondi e rinascite straordinarie. La cantante e produttrice discografica ha parlato, tra le altre cose, del suicidio di suo padre, nel 1961.
Al Corriere Caterina ha raccontato che suo padre si tolse la vita quando lei aveva 14 anni. L’uomo, che tra l’altro aveva sostenuto Caterina nella sua passione per il canto, soffriva di depressione che allora non veniva riconosciuta come tale. Era stato da ragazzo in Libia come militare per nove anni e “chissà cosa aveva visto” in quel periodo, racconta la discografica. La perdita fu devastante per la giovane Caterina, che racconta di aver sofferto molto. Non voleva più tornare a scuola e si vergognava per quella morte e per le modalità in cui era avvenuta.
Sarà sempre grata al professore di lettere, che si chiamava Cortesi, che quando tornò a scuola assegnò alla classe il tema “Il più grande dolore della vostra vita” perché tirasse fuori tutta la sua disperazione Caterina ricorda le parole finali del suo componimento: “Vorrei morire d’inverno, coperta dai fiocchi di neve”. Il professore le diede nove, l’unico della sua carriera scolastica, e volle leggere il tema in classe. In questo modo la liberò dal peso di raccontare alle sue compagne di classe il suo dolore.
Nonostante il lutto, Caterina continuò a coltivare la sua passione per il canto, che piano piano, dal Piper, la portò a Sanremo con Nessuno mi può giudicare, brano che fu rifiutato da Celentano. Il secondo Festival, nel 1967, fu segnato dal suicidio di Luigi Tenco. Caterina era al Savoy anche lei, quella sera. Non sentì lo sparo, ma avvertì il vociare delle persone che erano accorse. Aprì la porta della stanza e “c’era Lucio Dalla in vestaglia, sconvolto”.
“Non ricordo molto altro. Ho rimosso tutto. Anche perché quel suicidio a me faceva un dolore particolare, per la mia storia. Ricordo solo che volevo andare via, subito. Poi decisero di proseguire il festival e io fui contenta di non essere in finale. Volevo mettere chilometri tra me e quel posto, tra me e quel fatto”
In una precedente intervista, Caterina ha approfondito il sentimento di vergogna che accompagnò il suicidio di suo padre:
“Per anni non abbiamo mai parlato di questo perché mia madre non voleva. All’epoca la depressione non era considerata una malattia. c’era una società molto dura, non comprendeva molto il fatto che una persona si potesse suicidare e si diceva “vabbè, era un matto, e quindi magari anche le figlie” Mia madre ci voleva proteggere per cui ci disse proprio ‘noi di questa tragedia non ne parliamo‘, e io ho tenuto celato questo mio dolore per un bel po’ di tempo”
A proposito di Tenco, il cantautore lasciò un biglietto nel quale citava il presentato da Orietta Berti. Ecco cosa ha detto Orietta a proposito dell’impatto negativo che ebbe quell’episodio sulla sua carriera.
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