Checco Zalone e Luca Medici come due facce della stessa medaglia. A raccontare com’è davvero lavorare con il comico più amato (e discusso) del cinema italiano è Marco Limberti, aiuto regista storico di Gennaro Nunziante e parte centrale del team di Buen Camino, film campione d’incassi. In un’intervista a Repubblica, Limberti offre uno sguardo inedito sul “dietro le quinte” di Zalone, smontando cliché e confermando perché il sodalizio Zalone–Nunziante continui a funzionare.
Checco e Luca come Jekyll e Hyde, ma nel senso buono. A Repubblica Limberti ha spiegato:
“Checco Zalone è un cinico con la battuta, disposto a tutto pur di strappare una risata. Luca Medici, invece, è una persona rara“. Limberti descrive così la doppia anima dell’artista: da una parte il personaggio pubblico, spietato nel tempo comico e nella ricerca della gag; dall’altra l’uomo sul set, attento, generoso, presente. “Sa i nomi di tutta la troupe, ha sempre una parola buona, e con un film tutto sulle spalle non l’ho mai visto in giornata no”. Un atteggiamento che, secondo l’aiuto regista, spiega molto del suo successo duraturo: “Quando uno è così, capisci perché non solo è in alto, ma ci resta”
Il film ambientato lungo il Cammino di Santiago non è stato solo un set, ma un’impresa. “È stato meraviglioso e impegnativo”, racconta Limberti. “La cura è stata maniacale”. Tanto che, in mezzo ai pellegrini veri, la troupe doveva riconoscere le comparse e ha dovuto far ricorso ad un escamotage: “Abbiamo messo una conchiglia bianca sugli zaini dei nostri”. Un dettaglio che restituisce la misura di una produzione immersiva, che ha richiesto preparazione fisica anche ai realizzatori.
“Abbiamo fatto tutto in sequenza: 900 chilometri, fino a Finisterre. Mi allenavo la domenica, 27-30 chilometri di camminata. Volevo viverlo con disciplina, da samurai. Non era un set da festa, chiedeva rigore”
Sul rapporto con Gennaro Nunziante, regista del film e storico collaboratore di Checco Zalone, Limberti non ha dubbi: “Ci conosciamo da vent’anni, è una specie di mentore”. E sull’asse creativo che regge il progetto, usa una metafora potente: “Zalone-Nunziante è come Mourinho più Maradona, un sodalizio meraviglioso”.
Pratese, 56 anni, una vita sul set e un passaggio al Dams di Bologna, a 19 anni Limberti era nel giro di Pieraccioni, Ceccherini e Panariello e ha ammesso di essere stato fortunato. In tutti questi anni anche la comicità è cambiata: “Prima era tutto più semplice. Oggi l’idea da sola non basta più: devi fare lo slalom tra quello che si può dire e quello che non si può dire”. Zalone viene spesso criticato in direzioni opposte: “Per alcuni “si è ammorbidito”, per altri “è troppo”. Mettetevi d’accordo”.
A proposito di Checco Zalone, avete letto cosa pensano davvero De Sica, Banfi e Neri Parenti del suo successo record?
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