Can Yaman ha deciso di parlare. Dopo la notizia esplosa ieri su un suo presunto arresto a Istanbul nel corso di un’operazione antidroga, l’attore turco ha rotto il silenzio affidandosi a Instagram, scegliendo toni pacati ma molto chiari.
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Lo ha fatto con un carosello di tre foto scattate davanti al Colosseo, dove posa con la consueta sicurezza e un look impeccabile. Ma più delle immagini, a colpire è stato il testo che accompagna il post: un vero e proprio appello rivolto direttamente alla stampa italiana.
“Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità! Però voi no! Per favore non fate anche voi l’errore di fare copy paste delle notizie che arrivano dal Bosforo. Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte persone famose? Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in così poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene”
Parole che, lette con attenzione, chiariscono un punto fondamentale: l’arresto c’è stato, ma si è concluso rapidamente con un rilascio immediato. Lo stesso Can Yaman sottolinea di essere tornato in Italia già il giorno successivo, elemento che rafforza la sua versione dei fatti e ridimensiona le ricostruzioni più allarmistiche circolate nelle ultime ore.
L’attore invita esplicitamente i media italiani a non limitarsi al “copia e incolla” delle notizie provenienti dalla Turchia, ricordando come da tempo il suo nome sia spesso al centro di narrazioni ostili sulla stampa locale.
Intanto, il sostegno dei fan è arrivato in modo travolgente. Il post ha superato i 50mila like in meno di un’ora, accompagnati da oltre 5mila commenti, molti dei quali chiedono alla stampa di verificare le fonti prima di diffondere notizie così delicate. Non solo fan italiane: messaggi di affetto e solidarietà sono arrivati anche dal Brasile e dalla Turchia, a conferma di una popolarità che resta solidissima nonostante le polemiche.
Con questo intervento diretto, Can Yaman prova a chiudere il caso e a riprendere il controllo della narrazione, affidandosi non a comunicati ufficiali ma a un messaggio che prova a fare chiarezza, senza accendere ulteriormente i toni. Anche l’allenatore che ha lavorato con Can Yaman per Sandokan ha detto che a suo avviso è impossibile che faccia uso di stupefacenti.
