Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, Andrea Sempio ha parlato per la prima volta in televisione della vicenda che lo vede coinvolto nel delitto di Garlasco, raccontando la propria esperienza e la sua verità. In una parte della conversazione, che riportiamo di seguito, Sempio ha raccontato come ha scoperto di essere indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, come lo ha comunicato alla famiglia e perché non si è presentato all’interrogatorio dello scorso 20 maggio.
“Il 2025 è senza dubbio l’anno più difficile della mia vita”, ha esordito Sempio, riferendosi alla terza volta in cui è stato indagato. “Nonostante tutto quello che abbiamo passato negli anni precedenti, questa è la volta più dura e spero sia l’ultima.”
Raccontando come ha scoperto di essere nuovamente indagato, Sempio ha ricordato l’11 marzo 2025 come un momento di grande shock:
“Sono stato contattato da un numero che non conoscevo, quello dei carabinieri. All’inizio non rispondevo pensando fosse una chiamata per disturbare, poi mi hanno detto che dovevano notificarmi un atto. Quando sono arrivato in caserma, mi hanno presentato il foglio con la descrizione dell’accusa: omicidio in concorso per la morte di Chiara Poggi. Da lì la mia vita è cambiata.”
Il giovane ha spiegato anche la difficile comunicazione con i suoi familiari:
“Non c’è modo semplice per dirlo. È come comunicare che uno ha una brutta malattia. Alla fine, col foglio verde alla mano, gli ho detto semplicemente ‘Ci siamo di nuovo dentro’ e da quel momento è ripartito tutto.”
Sempio ha parlato anche della percezione pubblica della sua vicenda:
“Mi sento un colpevole desiderato. La parte giuridica procede in modo lineare, ma quella mediatica è un’altra storia: sui social ci sono persone che vogliono festeggiare una mia condanna. Anche quando escono notizie che mi avvantaggiano, c’è sempre qualcuno che cerca il trucco o un altro giro.”
Riguardo al procedimento giudiziario, Sempio ha chiarito la situazione: “Ci aspettiamo un rinvio a giudizio e un’udienza preliminare. Puntiamo al proscioglimento perché, secondo noi, non ci sono elementi per andare avanti con il processo.”
Infine, Sempio ha spiegato la scelta di non presentarsi al previsto interrogatorio del 20 maggio:
“È stata una decisione concordata con i miei avvocati. Potrei comunque richiedere di essere interrogato, sia ora sia in udienza preliminare, se sarà necessario.”
Sempio aveva 18 anni quando Chiara Poggi fu uccisa, nel 2007. Oggi, a distanza di quasi vent’anni, si confronta con il pubblico raccontando la sua versione dei fatti e le difficoltà vissute in questo periodo di sospensione e attenzione mediatica costante.
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