La cerimonia dei Golden Globes 2026, tenutasi l’11 gennaio 2026 a Los Angeles, ha riportato la politica al centro della scena hollywoodiana. Sul red carpet, alcune delle star più riconoscibili del cinema e della televisione statunitense hanno scelto di indossare spille bianche e nere con messaggi espliciti contro l’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione. Un gesto semplice ma fortemente simbolico, pensato per trasformare un evento glamour in un momento di riflessione pubblica.
ariana grande wears a “ICE OUT” pin at the golden globes pic.twitter.com/I22HMeQAih
— Ariana Grande Today (@ArianaToday) January 12, 2026
Le spille con le scritte “BE GOOD” e “ICE OUT” sono apparse sugli abiti di Mark Ruffalo, Wanda Sykes, Natasha Lyonne e Jean Smart già prima della cerimonia, mentre altre celebrità, come Ariana Grande, le hanno indossate una volta entrate nella sala. Con le spille le star hanno voluto ricordare Renée Nicole Good, uccisa a Minneapolis il 7 gennaio da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement, e Keith Porter, 43 anni, colpito a morte a Los Angeles da un agente ICE fuori servizio la notte di Capodanno.
L’iniziativa nasce da una campagna sostenuta dall’American Civil Liberties Union e da altre organizzazioni come Move On, National Domestic Workers Alliance, Working Families Power e Maremoto. Gli organizzatori spiegano che l’obiettivo è “ricordarci cosa significa essere buoni gli uni con gli altri di fronte a un orrore simile: essere buoni cittadini, vicini di casa, amici, alleati ed esseri umani”. Nella stessa dichiarazione si sottolinea come, nella vita quotidiana, “persone comuni stiano già facendo la cosa giusta: proteggono i bambini mentre vanno a scuola, documentano arresti sui luoghi di lavoro, donano fondi per sostenere chi difende le comunità”.
Secondo gli attivisti, il 2025 è stato uno degli anni più mortali per l’ICE negli ultimi due decenni. La protesta arriva inoltre in risposta a una campagna federale da 100 milioni di dollari per ampliare la capacità operativa dell’agenzia. “L’ICE non rende le nostre comunità più sicure”, affermano gli organizzatori. “Sta portando caos nelle strade e nelle famiglie, e a pagare il prezzo sono immigrati e cittadini statunitensi”.
Mark Ruffalo stands on the right side of History.
Mark, Thank you for saying what most of the world are also screaming!
📍Golden Globes. pic.twitter.com/NiAISZ27ME— Earth Hippy 🌎🕊️💚 (@hippyygoat) January 12, 2026
Sul tappeto rosso, Mark Ruffalo ha spiegato senza mezzi termini il significato del suo gesto. “Questo è per Renée Nicole Good, che è stata uccisa”, ha dichiarato a USA Today, aggiungendo che il clima attuale negli Stati Uniti genera paura e insicurezza. “Questo è per le persone che oggi sono terrorizzate e spaventate. Amo questo Paese, ma quello che sto vedendo non è l’America”. Le sue parole si sono estese anche a una dura critica al presidente Donald Trump, accusato di ignorare il diritto internazionale e di usare il potere federale per intimidire le comunità.
Anche Wanda Sykes ha ribadito la necessità di prendere posizione pubblicamente. Poco prima della cerimonia ha affermato: “Dobbiamo parlare e fermare questo governo fuori controllo. È terribile quello che stanno facendo alle persone”. La protesta sul red carpet è infatti solo una delle tante azioni previste dall’“ICE Out For Good Weekend of Action”, che ha visto circa mille eventi tra manifestazioni e veglie in tutti gli Stati Uniti per chiedere responsabilità e rendere visibile il costo umano delle politiche migratorie.
Altri protagonisti della serata hanno scelto toni più riflessivi ma non meno significativi. Natasha Lyonne ha detto di sentirsi “grata per la libertà di parola” in un momento così complicato, mentre Jean Smart ha parlato della difficoltà di celebrare cinema e televisione in un contesto che ha definito “molto preoccupante”. “So che a qualcuno dà fastidio quando le celebrità parlano di politica e temi sociali”, ha aggiunto, “ma parlo come essere umano e come madre”.
Dal punto di vista organizzativo, la campagna delle spille è nata in modo rapido e informale, da uno scambio di messaggi tra Nelini Stamp di Working Families Power e Jess Morales Rocketto di Maremoto. Stamp ha spiegato: “Abbiamo bisogno che ogni parte della società civile parli. Abbiamo bisogno dei nostri artisti, dei nostri intrattenitori, delle persone che riflettono la società”. Morales Rocketto ha ricordato come i grandi eventi culturali possano raggiungere milioni di spettatori e ha richiamato una lunga tradizione di attivismo a Hollywood, citando il gesto di Sacheen Littlefeather agli Oscar del 1973.
Nei giorni scorsi anche il sindaco di Minneapolis si è scagliato contro l’ICE, con dichiarazioni senza filtri. Riguardo i Golden Globes invece, qui vi sveliamo cosa ha detto DiCaprio durante una pausa pubblicitaria.
