La storia di Giuseppina Giugliano, conosciuta come Giusy, torna a occupare le cronache nazionali con un capitolo inatteso. La bidella pendolare che nel 2023 aveva raggiunto la notorietà perché aveva dichiarato di fare la spola tra Napoli e Milano, con orari disumani, è stata arrestata per stalking nei confronti di Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell’istituto Morano al Parco Verde di Caivano e simbolo della lotta alla dispersione scolastica.
La vicenda della bidella pendolare aveva diviso e divertito l’opinione pubblica italiana. Giusy raccontava di percorrere ogni giorno il tragitto tra il capoluogo campano e Milano per lavorare al liceo Boccioni, giustificando questa scelta estrema con uno stipendio di 1.165 euro al mese ritenuto insufficiente per permettersi un alloggio nel capoluogo lombardo. Preferiva quindi tornare a dormire dai genitori a Napoli piuttosto che sostenere i costi di un affitto milanese. Tuttavia, come riporta Fanpage, dopo alcune indagini approfondite, la si rivelò un po’ diversa, perché risultò che la Giugliano non si presentava a scuola tutti i giorni.
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Nell’autunno del 2023, la situazione di Giugliano sembrava aver trovato una soluzione, dopo che la ragazza aveva ricevuto un’assegnazione provvisoria in una scuola della provincia napoletana. La destinazione fu proprio l’istituto diretto da Eugenia Carfora, preside divenuta figura di riferimento nazionale per il suo impegno contro l’abbandono scolastico e protagonista della fiction televisiva La Preside, interpretata da Luisa Ranieri e che ha debuttato sulla Rai proprio ieri.
Tuttavia, come svela Fanpage, il rapporto professionale tra la collaboratrice scolastica e la dirigente, tuttavia, non si è rivelato positivo. Nel novembre 2023, alla Giugliano venne contestata un’assenza dal lavoro non giustificata che si protrasse per più giorni. La dirigente Carfora avviò la procedura disciplinare prevista dalla normativa per sanzionare l’assenza ingiustificata, un iter che condusse al licenziamento della collaboratrice.
Il provvedimento di licenziamento fu confermato in primo grado dal tribunale, nonostante la difesa di Giugliano si basasse sulla richiesta di un certificato medico che, secondo la sua versione, non sarebbe mai arrivato. Dopo il licenziamento, la situazione prese una piega ancora più critica.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la ex bidella avrebbe iniziato a inviare messaggi insistenti alla scuola e alla dirigente scolastica attraverso diversi canali di comunicazione, tra cui posta elettronica e social network. I messaggi sarebbero diventati così frequenti e pressanti da spingere Eugenia Carfora a presentare denuncia per stalking presso le autorità competenti.
In seguito alla denuncia, il tribunale emise un’ordinanza restrittiva che imponeva a Giugliano il divieto di avvicinamento alla dirigente e di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo telematico. Le misure restrittive, tuttavia, non avrebbero sortito l’effetto sperato.
La collaboratrice avrebbe violato l’ordinanza in più occasioni, continuando a inviare messaggi nonostante i divieti imposti dall’autorità giudiziaria. Carfora documentò sistematicamente le violazioni e integrò la denuncia presso la Procura, fornendo prove delle condotte reiterate.
Di fronte alla reiterazione delle violazioni, il pubblico ministero dispose l’applicazione della misura cautelare più grave prevista dalla legge in questi casi: l’arresto. Giuseppina Giugliano è stata arrestata e condotta nel carcere di Secondigliano, dove è rimasta per due mesi prima di ottenere una diversa valutazione della sua situazione.
Dopo la pronuncia del Tribunale del Riesame, la donna è stata scarcerata e si trova attualmente agli arresti domiciliari in attesa della conclusione del processo per stalking, prevista per la fine di gennaio 2026. Parallelamente alla vicenda penale, sulla questione del licenziamento pende ancora il giudizio d’appello, che dovrà stabilire la legittimità del provvedimento disciplinare contestato.
La storia intreccia due figure che, per ragioni diverse, erano entrate nell’immaginario collettivo italiano: da un lato la bidella pendolare, la cui storia divenne virale – con una pioggia di articoli e meme – dall’altro la preside simbolo del riscatto educativo in una delle aree più difficili della Campania.
