Chi ha visto Buen Camino al cinema avrà notato che Checco Zalone indossa un abito viola, ma chi guarda la locandina ufficiale noterà un dettaglio curioso: quel completo è diventato blu. Una scelta non casuale, ma dettata dalla scaramanzia. A svelarlo è stato Simone Teodori, sarto romano e co-titolare della sartoria Teodori Brothers, che ha raccontato il dietro le quinte degli abiti sartoriali realizzati per il personaggio di Zalone nella prima parte della pellicola. Nel mondo dello spettacolo, infatti, il viola è tradizionalmente considerato un colore che porta sfortuna, motivo per cui il colore è stato “corretto” solo per il materiale promozionale.
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Il completo viola, ha spiegato Teodori a Repubblica, è stato definito durante la seconda prova in sartoria, avvenuta prima dell’estate scorsa. Un abito pensato per il film e rimasto tale sullo schermo, ma “trasformato” in blu esclusivamente per il poster ufficiale:
“Il completo viola, diventato blu solo per la copertina del film, per scaramanzia: si sa che nel mondo dello spettacolo il viola non porta fortuna”.
Il contatto tra Checco Zalone e la sartoria romana è avvenuto già in primavera, quando il team del film ha spiegato con precisione il tipo di personaggio da costruire anche attraverso i vestiti.
“Ci hanno spiegato il film e il tipo di lavoro richiesto. È stato subito chiaro che Zalone doveva richiamare un po’ il Gianluca Vacchi della situazione: molto ricco, elegante, ma interiormente impoverito. Uno che veste sartoriale, senza compromessi”.
Da qui la scelta di puntare su una sartoria tradizionale, con tessuti italiani.
“Abbiamo proposto solo abiti intelati, costruiti come si faceva una volta. Si adattano meglio al corpo e prevedono più passaggi a mano. È un lavoro che richiede tempo, ma sullo schermo fa davvero la differenza”.
Il lavoro sugli abiti di Buen Camino è stato il risultato di una collaborazione costante tra i Teodori Brothers, il costumista Stefano Ciammitti e lo stesso Checco Zalone. Un rapporto che, a detta di Simone Teodori, si è rivelato sorprendentemente semplice: “Checco è stato sorprendentemente normale: ci ha fatto lavorare in totale tranquillità. Umile, semplice, sembrava un amico”.
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Nonostante la qualità artigianale richiesta, i tempi di realizzazione sono stati molto stretti, soprattutto nella fase iniziale.
“La fase più veloce è stata la prima: dovevamo ordinare le stoffe, attendere le spedizioni e realizzare l’abito in pochissimi giorni. Per questo ho consigliato di usare tessuti italiani. In dieci, quindici giorni al massimo abbiamo messo tutto in piedi”.
La sartoria Teodori Brothers si trova in via Plinio, a Roma, ed è una realtà a conduzione familiare. Simone lavora insieme al fratello Paolo e al padre Maurizio. La soddisfazione di vedere le loro creazioni sullo schermo, racconta Simone, è stata enorme.
“All’inizio non avevo realizzato fino in fondo. Poi sono andato al cinema e vederlo sul grande schermo mi ha fatto un effetto incredibile. È stato bellissimo. Anche perché, non siamo solo fan di Checco ma crediamo fortemente che il cinema svolga un ruolo fondamentale per la sartoria e la moda”.
