Occhi azzurri esaltati dal trucco scuro, sdentata ma capace di tirare fuori gli artigli. Gioacchina Furnari è diventata celebre in questi giorni come la donna che secondo i media vive con 120 gatti in casa a Palermo, ma soprattutto è diventata virale per il tormentone onomatopeico “bam bam bam!”, la frase con cui ha dato enfasi alla minaccia di far saltare il palazzo in cui vive. Una dichiarazione nata nel contesto dei forti contrasti con i vicini, esasperati da una convivenza difficile soprattutto dal punto di vista igienico.
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Di Furnari, nata a Palermo il 1 aprile 1976, si stanno occupando diverse trasmissioni televisive del pomeriggio. Non è chiaro se Gioacchina viva effettivamente con 120 gatti: le ordinanze dell’Ufficio Igiene, Sanità e Benessere Animale del Comune di Palermo – diffuse da Agenparl – parlano infatti di “un numero imprecisato di gatti” e di due cani che vivono all’interno di un appartamento nella zona di via Oreto insieme alla donna e ai suoi genitori. Una situazione definita di “marginalità”, con il padre che in passato è stato sottoposto a un TSO.
Alla signora Gioacchina e ai suoi conviventi l’Ufficio Igiene ha imposto di ridurre il numero di animali a un massimo di dieci, trovando entro 30 giorni una nuova sistemazione per gli altri, in modo che possano vivere in spazi adeguati e sicuri. Inoltre, le è stato vietato introdurre nuovi animali; quelli presenti dovranno essere sterilizzati e gli ambienti sanificati periodicamente. L’Asp di Palermo e la Polizia Municipale effettueranno controlli regolari e, in caso di mancato rispetto delle disposizioni, potranno essere adottate ulteriori misure legali. In risposta, Furnari ha dichiarato:
“Me ne vado prima della scadenza dell’ordinanza e mi porto via tutti i gatti, che non sono 120 ma circa 30. Ho già un posticino, ma ne cerco un altro che sia migliore”.
Dalle immagini diffuse in televisione, i gatti sembrerebbero in buona salute: non si tratterebbe quindi di un classico caso di accumulo seriale, come quelli in cui vengono trovati anche animali morti all’interno delle abitazioni. Proprio per questo il caso ha diviso l’opinione pubblica tra chi ritiene che Gioacchina debba essere aiutata, chi la difende sostenendo il diritto di tenere animali in casa propria e chi invece prende le parti dei vicini, esasperati dai cattivi odori provenienti dall’appartamento.

Riguardo alla minaccia di far saltare il palazzo, Gioacchina ha successivamente ridimensionato le sue parole:
“La signora Sara che ha detto che io voglio far scoppiare il palazzo ha detto il falso. L’ha detto perché io ho trovato la clorina nel mio balcone. E non si avvelenano i gatti”.
Del caso Furnari si era già parlato su PalermoToday nel 2024. Il quotidiano raccontava di un appartamento di 110 metri quadrati in cui viveva una moltitudine di felini in condizioni igieniche precarie. Il numero esatto dei gatti resta uno dei misteri che in questi giorni ha alimentato il dibattito tra social e tv: il padre di Gioacchina ha parlato di oltre cento animali – non è chiaro se per scherzo – provocando la reazione stizzita della figlia davanti alle telecamere. L’ordinanza, però, è chiara: in casa non possono più esserci più di dieci animali e devono essere garantite condizioni igieniche adeguate.
