Paolo Bonolis è intervenuto sul caso che ha animato il dibattito attorno al prossimo Festival di Sanremo (24-28 febbraio 2026), commentando la decisione di Andrea Pucci di rinunciare alla co-conduzione della kermesse musicale dopo le polemiche e gli attacchi ricevuti sui social. Il conduttore ha espresso una posizione netta, schierandosi dalla parte del comico e difendendo la sua scelta.
Ricordiamo che Pucci ha motivato la sua decisione parlando di insulti, attacchi personali e minacce ricevute online per il suo stile di comicità e alcune battute del passato, spiegando di aver preferito rinunciare all’impegno sanremese per evitare che il clima di tensione si riversasse sul Festival. Nel messaggio con cui ha annunciato il passo indietro, il comico ha respinto le accuse di omofobia e razzismo, sostenendo di non aver mai promosso odio e attribuendo le contestazioni a una lettura ideologica della sua comicità.

“Andrea è un bravissimo comico”, ha dichiarato Bonolis al Fatto Quotidiano, spiegando che, se la rinuncia è maturata a causa delle contestazioni e delle minacce di cui Pucci ha parlato, “ha fatto più che bene” a fare un passo indietro. Un giudizio ribadito anche in successive interviste, nelle quali Bonolis ha sottolineato come il clima creatosi attorno alla partecipazione di Pucci abbia reso la situazione difficile da gestire. Nel suo intervento, Bonolis ha allargato il discorso anche al ruolo dei social network, descrivendoli come “un nuovo vettore di parola, di informazione e di pensiero” che oggi incide in modo diretto sulla realtà. Secondo il conduttore, i social rappresentano “una distorsione di questa epoca“, capace di comprimere la libertà di espressione e di amplificare conflitti e polarizzazioni, soprattutto quando si parla di eventi molto esposti come il Festival.
Bonolis ha poi riflettuto anche su Sanremo in senso più ampio, ricordando di averlo condotto due volte e spiegando perché non vede una terza esperienza all’orizzonte. A suo giudizio, il Festival avrebbe bisogno di un vero “binario narrativo” alternativo alla sola competizione musicale, ma oggi la forza dell’evento è tale da non spingere la Rai a sperimentare nuovi modelli di racconto.
Nel corso delle stesse dichiarazioni, Bonolis ha fatto discutere anche per le parole su Povia. Il conduttore ha detto di considerarlo un autore valido e ha aggiunto che, se mai dovesse tornare a occuparsi di Sanremo, non escluderebbe di richiamarlo sul palco dell’Ariston. “Politicamente può risultare indigesto per alcuni, ma quello che scrive è scritto bene“, ha spiegato, citando brani come I bambini fanno oh e Luca era gay.
Visualizza questo post su Instagram
