La puntata di Domenica In del 15 febbraio 2026 ha riacceso una ferita familiare mai del tutto rimarginata. Mara Venier ha dedicato ampio spazio al ricordo di Claudio Villa, in occasione del centenario della nascita del celebre cantante. Un omaggio ricco di video d’archivio, fotografie e le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. In studio, a condividere ricordi intimi e aneddoti familiari, erano presenti la moglie Patrizia Baldi e le figlie Andrea Celeste e Aurora.
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Quello che non è stato menzionato durante la trasmissione ha però scatenato una reazione durissima. Nel corso dell’omaggio non è stato fatto alcun riferimento a Manuela e Claudio Villa, i due figli del cantante nati dalla lunga relazione con la soubrette Noemi Garofalo e riconosciuti ufficialmente dal tribunale di Roma dopo una lunga battaglia legale. L’assenza di qualsiasi accenno alla loro esistenza ha spinto Manuela Villa a esprimere pubblicamente, attraverso un lungo post sui social, tutta la sua amarezza e indignazione.
“Ho provato un brivido nel sentir parlare di mio padre a Domenica In. Poi ho provato ribrezzo per quella indifferenza nei miei confronti e di mio fratello. Quel fare finta di niente… Quel desiderio di “speriamo che non esistano per nessuno e che nessuno si accorga di loro””, ha scritto Manuela sul suo profilo Instagram, con parole che non lasciano spazio a interpretazioni.
Il messaggio prosegue con tono ancora più duro:
“Beh, mi dispiace per voi ma noi esistiamo, siamo sempre esistiti ed esisteremo fino a quando Dio lo vorrà. Non voglio polemizzare ma voglio dire basta. Non potrete mai cancellare la realtà. Il pubblico ha decretato e io mi affido alla gente che vede e che sa. Voce di popolo, voce di Dio si dice”.
Manuela Villa ha poi rivolto un’accusa diretta al modo in cui la televisione gestisce certi temi delicati:
“La tv a volte purtroppo garantisce agli ospiti tranquillità a discapito della verità e per questo io dico basta ipocrisia. Basta falsità! È giusto che il pubblico sappia la verità”.
Nel suo sfogo, la figlia del cantante ha rivelato un episodio che aggiunge un ulteriore livello di amarezza alla vicenda. Tutti gli eredi di Claudio Villa, compresa Manuela, sono stati coinvolti nella scelta dell’immagine per il francobollo celebrativo dedicato al centenario della nascita dell’artista.
“Dovete sapere che tutti e dico tutti, in qualità di eredi, siamo stati chiamati a dare la liberatoria per amore di Claudio nell’autorizzare e scegliere l’immagine per il francobollo per il suo anniversario, come anche una frase amorevole da inserire all’interno del libretto. E ne ero felice”
Ma il risultato finale l’ha profondamente delusa: “Risultato? Sbattuta in ultima pagina come ultimo punto e a capo. Ricordate che l’ultimo punto è la continuazione di un grande e infinito amore”. Parole che sembrano rivolte direttamente alle sorelle e alla signora Baldi, alle quali ha ricordato che “amare Claudio Pica, nostro padre in arte Claudio Villa, vuol dire amare tutto di lui. Il prima, il mentre e il dopo”.
L’appello di Manuela si fa poi ancora più accorato quando parla dell’eredità artistica del padre:
“Se solo tutti fossimo uniti, solo allora gli altri potranno e avranno voglia di ricordarlo perché era unico come artista. Inconfutabilmente unico. Ha dato tanto per il suo pubblico in tutto il mondo e merita rispetto. Quale miglior messaggio d’amore quello di essere uniti per farlo ricordare? Questo è il segreto. Ma forse è un pensiero troppo semplice in un mondo dove si cerca di complicare le cose”
La storia di Manuela Villa è segnata da una battaglia legale durata 21 anni per ottenere il riconoscimento di paternità. Ha conosciuto il suo vero padre per la prima volta all’età di 15 anni, e la causa è iniziata quando era ancora minorenne, continuando ben oltre la morte del cantante, avvenuta nel 1987, quando Manuela aveva solo 21 anni. Il riconoscimento ufficiale da parte del tribunale è arrivato soltanto nel 2004.
“Ci ho messo 21 anni per diventare Manuela Maria Garofalo Pica. La causa di riconoscimento è durata 21 anni. Due ragazzini non possono aspettare 21 anni per essere riconosciuti”, aveva raccontato alcuni anni fa durante un’intervista a Verissimo. “Me n’è stata detta di ogni, ma io ogni volta che cantavo per me quella era una prova di dna. Il palco era la mia aula di tribunale”, aveva aggiunto.
Le parole di Manuela Villa riaccendono una vicenda familiare complessa e riportano l’attenzione su un aspetto meno raccontato della vita privata di uno dei più grandi artisti della canzone italiana. Una storia che intreccia diritto, affetti negati e la ricerca di una dignità che, a quanto pare, fatica ancora a essere pienamente riconosciuta, anche davanti alle telecamere della televisione pubblica.
