La nuova pubblicità del Caffè Borbone sta facendo discutere sui social per una frase pronunciata dalla piccola protagonista, che è diventata virale. La battuta in questione è quella che chiude lo spot, con la bambina che dice: “Io non bevo caffè, ma se lo bevrei…”. Naturalmente si tratta di un errore, perché la forma corretta sarebbe “Se lo bevessi”, ma si tratta di un errore chiaramente voluto dall’agenzia che ha curato la campagna, visto che Borbone ha rilanciato la stessa pubblicità sui social con la stessa frase.
Questa scelta però ha diviso il pubblico: da una parte chi si è detto indignato per l’errore clamoroso e annuncia che boicotterà il marchio, dall’altra chi sostiene che si tratti di un errore voluto, che ha contribuito a rendere lo spot più virale e a inserire il brand di caffè nelle conversazioni quotidiane.
Nello spot – che si intitola “Una storia di casa” – si vede una bambina che si annoia perché viene sistematicamente esclusa dalle pause caffè familiari. Alla sua età non può ancora bere caffè e si sente tagliata fuori dalle interazioni e dai rituali degli adulti davanti a un buon caffè. Non a caso, la colonna sonora dello spot è “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti.
Ad un certo punto, però, si trova il modo di coinvolgerla: le viene spiegato come preparare il caffè con una macchinetta elettrica per offrirlo agli ospiti. Alla fine dello spot, la ragazzina pronuncia la frase che ha diviso il web. Tra i commenti ricevuti sulla pagina di Borbone, una donna sintetizza il significato della battuta:
“La pubblicità utilizza la frase ‘se lo bevrei’ (invece del corretto ‘se lo bevessi’) per simulare il linguaggio spontaneo, imperfetto e autentico di una bambina, creando un contesto di casa e familiare. Questo ‘errore’ voluto mira a rendere lo spot virale e memorabile, e a quanto vedo ci sono riusciti.”
Altri commentatori non condividono questa visione e si sono espressi con durezza. “Questa è una famiglia di analfabeti”, tuona un utente, mentre un altro afferma che se sua figlia si esprimesse così, le farebbe ripetere l’anno scolastico: “Così vediamo”. Altri hanno argomentato che lo spot “sdogana l’analfabetismo” e che non ha senso che la testimonial sia una bambina, visto che i bambini non bevono caffè.

Stando a quanto riporta Distribuzione Moderna, Marco Schiavon, amministratore delegato di Caffè Borbone ha spiegato: “Il nuovo spot si distingue per una narrazione capace di emozionare tutti, perché vuole parlare a tutti. Con Una storia di casa, continuiamo a raccontare il caffè come parte della vita reale delle persone. La casa è il luogo in cui il caffè diventa relazione, ascolto e quotidianità condivisa, ed è proprio la casa il territorio dove nasce e dove è leader Caffè Borbone, un caffè autentico e vicino alla gente, un caffè di casa a tutti gli effetti”