Uno dei misteri più intriganti dell’arte contemporanea ha finalmente una risposta. Un’inchiesta della Reuters firmata da Simon Gardner, James Pearson e Blake Morrison conferma quanto il Mail on Sunday aveva ipotizzato già nel 2008: Banksy, lo street artist più celebre al mondo, è Robin Gunningham, nato nel 1973 a Bristol. Ma c’è un colpo di scena che rende la rivelazione sull’identità dell’artista ancora più straordinaria.
Per proteggere l’anonimato che ha alimentato la leggenda intorno ai suoi graffiti realizzati con stencil e vernice, Gunningham avrebbe compiuto un gesto estremo: ha cambiato legalmente identità, diventando David Jones, uno dei nomi più comuni in Gran Bretagna. Un nome che porta con sé un’eco culturale potente, essendo anche quello di battesimo di David Bowie, il cui alter ego Ziggy Stardust aveva ispirato il celebre ritratto di Banksy della Regina Elisabetta.
Visualizza questo post su Instagram
L’inchiesta della Reuters ha incrociato tutti i dettagli noti sull’artista, analizzando ogni foto e video in cui Banksy compare, anche a volto coperto. Tra i documenti esaminati figura una confessione manoscritta relativa a un arresto avvenuto nel 2000 a New York per disturbo della quiete pubblica, un documento che rivelerebbe senza dubbi l’identità reale dello street artist.
Il punto di partenza dell’indagine giornalistica è stato un murales apparso in Ucraina nel 2022. In una notte del novembre di quell’anno, nel villaggio di Horenka fuori Kiev, devastato dalla guerra, tre uomini si sono fatti strada tra le rovine di un edificio bombardato. Uno di loro portava protesi ai piedi e al braccio, simbolo vivente della resilienza ucraina. Gli altri due, vestiti con felpe grigie e berretti da baseball, hanno utilizzato stencil e bombolette spray per trasformare un muro distrutto in un’opera d’arte: un uomo con la barba immerso in una vasca da bagno tra le macerie, intento a strofinare tranquillamente la schiena.
Dopo l’apparizione dei murales, Banksy aveva confermato su Instagram che le opere erano sue, pubblicando un video che mostrava un pittore in felpa grigia a Horenka, ripreso di spalle con il volto nascosto. Questo contenuto ha fornito nuovi indizi ai giornalisti della Reuters, che hanno seguito ogni traccia lasciata dall’artista in quella zona di guerra.
Settimane dopo la comparsa delle opere, un reporter della Reuters ha visitato Horenka con una selezione di fotografie di artisti di graffiti spesso sospettati di essere Banksy, mostrandole ai residenti locali. Da questi incontri è emerso che a Kiev era stato avvistato un famoso musicista britannico: Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, il gruppo inglese fondatore del genere trip hop.
L’inchiesta ha portato a una seconda rivelazione importante: Del Naja, negli anni fortemente sospettato di essere lui stesso Banksy, è in realtà un collaboratore dell’artista, con cui potrebbe aver realizzato alcune opere a quattro mani. La sua presenza in Ucraina era legata al lavoro con Giles Duley, fotografo e documentarista amputato di due arti in Afghanistan, la cui figura corrispondeva all’uomo con le protesi immortalato nei video di Horenka.
Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, Reuters ha intervistato dozzine di esperti e insider del mondo di Banksy. Nessuno ha voluto parlare apertamente della sua identità, ma molti hanno fornito dettagli sulla sua vita e carriera, confermando indirettamente le conclusioni dell’inchiesta. Sono state esaminate numerose fotografie dell’artista, la maggior parte delle quali lo ritraggono di spalle o con il volto nascosto da cappucci e maschere.
La conferma definitiva arriva dall’incrocio di questi elementi con i documenti legali e le testimonianze raccolte. Mark Stephens, storico avvocato di Banksy, ha risposto alla Reuters affermando che l’artista “non accetta che molte delle informazioni contenute nella vostra richiesta siano corrette”, senza però fornire ulteriori dettagli o smentite specifiche.
Visualizza questo post su Instagram
Giovedì 26 marzo a Bologna, a Palazzo Fava, si inaugura una mostra intitolata Banksy Archive 01. The School of Bristol 1983-2005 che ricostruisce l’immaginario di questo artista diventato simbolo di un’epoca. La sua opera più celebre, Girl with Balloon, è stata votata come l’opera più amata mai prodotta nel Regno Unito, un riconoscimento che testimonia l’impatto culturale di un artista che ha fatto del mistero la sua firma.
