Dopo il figlio segreto (adottivo) della Carrà, arriva quello di Celentano. Antonio Maria Segatori, 55 anni, romano, ha deciso di rompere il silenzio e rivendicare pubblicamente la propria identità: “Sono il figlio segreto di Adriano Celentano“. La rivelazione, pubblicata in un’intervista esclusiva sul settimanale Oggi, riapre una vicenda che affonda le radici negli anni della dolce vita musicale italiana, quando il Clan Celentano rappresentava l’olimpo dello spettacolo nazionale.
“Nella mia vita ho avuto due cognomi, Biscardi come mia madre e Segatori come suo marito”, racconta Antonio a Oggi. “A 55 anni sono pronto al terzo. Voglio essere riconosciuto dal mio vero padre e chiamarmi finalmente Celentano”. Non si tratta di una dichiarazione estemporanea: l’uomo ha depositato al Tribunale civile di Milano un ricorso per dichiarazione giudiziale di paternità, assistito dagli avvocati Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti. Il giudice potrà ora valutare eventuali accertamenti biologici, compreso il test del DNA.
Al centro della vicenda c’è Maria Luigia Biscardi, la madre di Antonio, che entrò nel Clan Celentano nel 1967 ancora minorenne, dopo essersi presentata al Cantagiro con il nome d’arte Brenda Bis. La donna, che all’epoca non aveva ancora compiuto 18 anni, rimase incinta alla fine del 1969. Secondo il suo racconto, consegnato al settimanale con dovizia di dettagli intimi, la gravidanza sarebbe il frutto di una relazione con il molleggiato.
“Adriano ha cominciato a corteggiarmi”, rivela Maria Luigia. “Era il mio idolo e ho ricambiato le sue attenzioni. Ci incontravamo in sala registrazione, quando tutti se ne andavano. Quando gli dissi che aspettavo un figlio lui cominciò a ignorarmi, il mio contratto col Clan venne chiuso con due anni d’anticipo e mi ritrovai a piedi, estromessa, fuori dal giro su cui avevo puntato tutte le mie carte”.
La questione non è nuova dal punto di vista giudiziario. La vicenda ebbe già uno sbocco in tribunale nel 1975, quando Maria Luigia presentò al tribunale di Roma un ricorso per il riconoscimento di paternità. Il procedimento fu però archiviato dopo la mancata comparizione della donna. All’epoca, Celentano reagì pubblicamente con durezza: in un’intervista definì Maria Luigia “una pazza” e smentì categoricamente il suo racconto.
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Secondo Antonio Segatori, della questione si sarebbe occupato suo nonno avvocato, che all’epoca potrebbe aver raggiunto un accordo con i legali del cantante. “In ogni caso”, precisa l’uomo, “ciò che ha firmato mio nonno non mi riguarda. La mia richiesta di paternità è imprescrittibile”.
A chi potrebbe pensare a motivazioni economiche, Antonio risponde: “Non lo faccio per soldi. Voglio solo sapere chi è mio padre. Ne ho il diritto”. Una dichiarazione che sposta il piano della vicenda dal patrimoniale all’esistenziale, dal legale all’umano. Il diritto alla propria identità, il bisogno di conoscere le proprie origini, la ricerca di una verità tenuta nascosta per decenni.
Ora la palla passa alla magistratura milanese, che dovrà valutare la fondatezza del ricorso e decidere se disporre gli accertamenti biologici. Una vicenda che, qualunque sia l’esito giudiziario, getta nuova luce su un capitolo sconosciuto della vita del molleggiato e degli anni d’oro del Clan Celentano, quando giovani talenti si affacciavano nel mondo dello spettacolo attraverso quella che era considerata la porta d’accesso privilegiata alla musica italiana.
Nei giorni scorsi è saltato fuori che anche Raffaella Carrà avesse un figlio segreto, ma nel suo caso si è trattato di un’adozione in età adulta che è stata fatta soprattutto per questioni legali. E a proposito di figli segreti, sapete che anche Mike Bongiorno fu trascinato in tribunale da un suo presunto discendente?
