Roberta Bruzzone, criminologa nota al grande pubblico per la sua presenza in tv e sui social, rompe il silenzio dopo la chiusura delle indagini che la vedono accusata di stalking nei confronti di Elisabetta Sionis, pedagogista e giudice presso il tribunale dei minori di Cagliari. In un’intervista esclusiva a Repubblica, Bruzzone respinge con forza le accuse e racconta la sua versione dei fatti.
“Altro che stalking, qui l’unica perseguitata sono io”, ha dichiarato la criminologa a Repubblica, aggiungendo che i messaggi offensivi contro Sionis sono stati “solo sfoghi di persone esasperate”. Sulla vicenda che la coinvolge, Bruzzone chiarisce:
“Si tratta di una vicenda molto complessa, che ha radici lontane nel tempo perché nasce dal tentato femminicidio di Valentina Pitzalis e dal processo per la morte di Manuel Piredda. Sionis era consulente in quella vicenda e sosteneva che la vittima fosse Piredda, e lo sostiene tuttora nonostante l’archiviazione. Forse dopo quel clamoroso fallimento professionale ha trasformato me e altri nel suo bersaglio”
Per spiegarvi il contesto, Valentina Pitzalis è una donna che nel 2011 è sopravvissuta ad un tentato femminicidio da parte del suo ex marito Manuel Piredda. L’uomo le gettò del cherosene addosso, le diede fuoco e morì nel rogo. Valentina si è salvata, ma è rimasta pesantemente sfigurata e le è stata amputata una mano.
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Bruzzone nega inoltre di aver scritto i post offensivi attribuiti ai suoi profili: “Sono stati riportati dei post che risalirebbero al periodo tra il 2022 e il 2025 che io non sono stata in grado di rintracciare sui miei profili. L’attribuibilità è tutta da chiarire”. Quanto ai messaggi WhatsApp citati nell’inchiesta, Bruzzone afferma: “In quella chat io non ci sono nemmeno. Respingo categoricamente qualsiasi accusa di aver ordito attacchi o denunce contro Sionis”.
Riguardo alle frasi più aggressive come “si merita un malaccio”, la criminologa spiega:
“Uso un’espressione brutta, me ne rendo conto, ma mica dico che voglio farla fuori o mi attivo per causarle qualcosa di brutto. Sono sfoghi animati motivati dal fatto che tutti i giorni ero bombardata di offese e profili fake di ogni tipo. La vittima di stalking sono io, in questo caso come in un’altra ventina di procedimenti in cui sono parte offesa”
Bruzzone denuncia anche presunte irregolarità procedurali: “L’avviso di conclusione indagini risulta viziato da incompetenza funzionale e l’intero fascicolo è stato trasferito a Roma, unico foro competente. La procura di Cagliari è incompatibile con questa storia eppure Sionis continua a denunciare lì”.
Infine, la criminologa respinge ogni accusa di invidia o rivalità professionale: “Io non provo invidia per nessuno, tanto meno per Sionis. Qui il problema è chi odia me”
A margine della vicenda è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, che conosce Bruzzone e ha trattato più volte il caso Pitzalis. La giornalista ha spiegato che le accuse di stalking nei confronti di Bruzzone “sono ridicole” e che parlerà più diffusamente di questo caso in un podcast di prossima uscita. Selvaggia ha anche contestato un articolo a firma di Rita Cavallaro sulla vicenda criticando alcune imprecisioni giornalistiche, sostenendo che la storia sia stata trattata in maniera distorta e enfatizzata oltre i fatti reali.
“Nell’articolo si tira in ballo Garlasco in maniera del tutto casuale, perché Garlasco non ha nulla a che fare con questa vicenda, che conosco meglio di qualunque altra. Piuttosto, viene da chiedersi cme mai si occupi di questa storia proprio chi da un anno scrive compulsivamente di Garlasco, sempre al fianco della difesa di Stasi, che tanto detesta la Bruzzone”
