Ci sono film che oggi consideriamo capolavori e altri che ricordiamo come disastri clamorosi, ma in entrambi i casi il loro impatto economico è stato enorme. A Hollywood basta un singolo progetto con budget gonfiati e incassi deludenti, per mettere in ginocchio uno studio, anche se fino a quel momento sembrava solido. In alcuni casi si tratta di scommesse artistiche troppo ambiziose, in altri di produzioni travagliate che finiscono per sfuggire di mano. Il risultato è sempre lo stesso: perdite milionarie, tagli, vendite forzate o vere e proprie bancarotte. Ripercorrere questi film significa raccontare il lato più fragile dell’industria cinematografica, dove il successo non è mai garantito e ogni uscita può trasformarsi in un punto di non ritorno.
La vita è meravigliosa (1946)

Oggi è uno dei film natalizi più amati di sempre, ma al momento della sua uscita non ebbe il successo sperato. Gli incassi furono insufficienti a coprire i costi di produzione e la giovane Liberty Films, fondata da Frank Capra, non riuscì a reggere il colpo. Nel giro di poco tempo lo studio fu costretto a vendersi alla Paramount. Solo decenni dopo, anche grazie alla diffusione televisiva, il film venne rivalutato e trasformato in un classico.
La caduta dell’Impero romano (1964)

Colossale storico con un budget enorme per l’epoca, segnato dalla costruzione di scenografie gigantesche come il Foro romano ricreato in Spagna. Nonostante l’ambizione e il cast importante, il pubblico non rispose e gli incassi furono ben al di sotto delle aspettative. La Samuel Bronston Productions, che aveva investito gran parte delle sue risorse nel progetto, crollò economicamente pochi mesi dopo l’uscita.
I cancelli del cielo (1980)

È forse il caso più emblematico nella storia del cinema. Il western di Michael Cimino sfuggì completamente al controllo produttivo, con costi che lievitarono in modo esponenziale. Al botteghino fu un disastro e incassò una cifra irrisoria rispetto al budget. Le perdite furono tali da portare al tracollo la United Artists, uno degli studi più importanti dell’epoca, poi venduto a MGM.
Titanic – La leggenda continua (1980)

Meglio noto come Raise the Titanic, è ricordato più per il disastro economico che per il film in sé. La ricostruzione della nave costò cifre enormi e gran parte del budget fu assorbita da effetti e modellini. Il pubblico però non fu interessato e gli incassi furono minimi. La ITC Entertainment subì un colpo durissimo e fu costretta a vendere parte delle proprie attività per evitare il fallimento immediato.
Un sogno lungo un giorno (1981)

Film voluto e diretto da Francis Ford Coppola, che investì risorse enormi nel progetto attraverso il suo studio Zoetrope. L’opera, visivamente innovativa, non incontrò però il favore del pubblico. Gli incassi furono disastrosi e il debito accumulato segnò il destino dello studio, che non riuscì più a riprendersi e finì in bancarotta negli anni successivi.
I re della spiaggia (1990)

Una produzione minore che però ebbe conseguenze devastanti. Questo film sul beach volley, realizzato con un budget contenuto, si rivelò un flop totale al botteghino. Gli incassi furono talmente bassi da non lasciare margine di recupero e Aurora Productions, già in difficoltà, chiuse definitivamente subito dopo.
Corsari (1995)

Considerato uno dei più grandi flop della storia del cinema, Corsari fu una produzione travagliata fin dall’inizio. Tra cambi di cast, problemi sul set e costi fuori controllo, il budget salì a livelli altissimi. Il pubblico però lo ignorò completamente. Il fallimento fu così grave da trascinare con sé la Carolco Pictures, lo studio dietro successi come Terminator 2, che dichiarò bancarotta.
Titan A.E. (2000)

Film d’animazione fantascientifico ambizioso, con un mix di tecniche tradizionali e digitali. Nonostante il coinvolgimento di nomi importanti e una produzione costosa, il pubblico non rispose. Gli incassi non coprirono neanche la metà del budget e la Fox Animation Studios, già ridimensionata, venne chiusa poco dopo l’uscita del film.
Final Fantasy (2001)

Uno dei primi tentativi di realizzare personaggi umani in computer grafica fotorealistica. Il progetto richiese anni di lavoro e costi altissimi. Nonostante un risultato tecnico innovativo, il film non riuscì a rientrare delle spese. Square Pictures subì perdite enormi e non riuscì più a produrre altri film, chiudendo di fatto l’attività.
Mars Needs Moms (2011)

ImageMovers Digital
Film d’animazione realizzato con tecnologia di performance capture, con un budget altissimo. Il risultato fu un insuccesso clamoroso al botteghino. Le perdite furono tra le più pesanti mai registrate da Disney in ambito animazione e portarono alla chiusura definitiva della divisione digitale di ImageMovers, lo studio legato a Robert Zemeckis.
