Sono in corso a Roma le riprese di La città dei vivi, il film diretto da Edoardo Gabbriellini che porta sul grande schermo una delle vicende di cronaca più drammatiche degli ultimi anni: l’omicidio di Luca Varani, il ventitreenne ucciso nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2016 da Marco Prato e Manuel Foffo, nell’appartamento di quest’ultimo.
Il progetto cinematografico è liberamente ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia, pubblicato da Giulio Einaudi editore. Nel cast, accanto al protagonista Emanuele Maria Di Stefano, figurano Valerio Mastandrea, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei. Le riprese si protrarranno per sei settimane nella capitale.
La sceneggiatura, firmata da Damiano e Fabio D’Innocenzo che partecipano anche come produttori esecutivi, non si limita a ricostruire il fatto di cronaca. Partendo dal romanzo e dall’accaduto, il film assume l’evento come origine narrativa per esplorare un ritratto generazionale, interrogandosi sulle dinamiche sociali, culturali ed emotive che possono aver condotto due giovani verso un gesto di inaudita violenza.
Ma cosa accadde davvero nell’appartamento di Manuel Foffo, in via Iginio Giordani a Roma e chi sono i protagonisti principali di questa storia realmente accaduta? Luca Varani era un ragazzo di 23 anni originario di Sarajevo e adottato da una coppia di italiani. Era fidanzato con una ragazza, si divideva tra lo studio e il lavoro di ambulante con i suoi genitori. La vita di un ragazzo normale, in superficie. In realtà Luca conduceva una doppia vita e occasionalmente si vendeva a uomini e ragazzi. Il 4 marzo 2016 accetta la proposta di Marco Prato di raggiungere lui e l’amico Manuel Foffo durante un festino a base di droga. Prato e Foffo, figli di famiglie benestanti, sono vincolati da un legame morboso. Prato è un organizzatore di eventi, frequenta la movida romana e sfiora il mondo dei vip. Foffo è uno studente dipendente da alcool e stupefacenti. Decidono di uccidere una persona “per vedere che effetto fa” e quando Luca li raggiunge, lo stordiscono con un drink al quale avevano aggiunto stupefacenti, lo sottopongono a torture indicibili per ore e poi lo uccidono.

Quello che accade dopo l’omicidio è sconcertante. I due assassini si addormentano accanto al corpo di Luca. Al risveglio Prato si rifugia in un hotel e tenta il suicidio, mentre Foffo si reca ad un funerale di famiglia e solo in seguito confesserà tutto a suo padre. Foffo verrà condannato a trent’anni, mentre Prato si toglierà la vita in carcere, a Velletri.
“Questo film tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco”, ha dichiarato il regista Edoardo Gabbriellini, sottolineando l’approccio delicato con cui intende affrontare la materia.
Come riporta Roma Today, Nicola Lagioia, autore del romanzo da cui è tratto il film, ha commentato: “È per me emozionante sapere che sono iniziate le riprese de La città dei vivi. La storia che ruota intorno all’omicidio di Luca Varani è delicata e rivela molte cose del tempo difficile in cui viviamo. Edoardo Gabbriellini possiede la giusta sensibilità e la visione necessaria a raccontarla per immagini nel migliore dei modi”.

I produttori Roberto Proia per Eagle Pictures, Olivia Musini per Cinemaundici e Maurizio Piazza e Andrea Calbucci di Lungta Film hanno spiegato l’approccio del progetto: “Con La città dei vivi abbiamo scelto di partire da una vicenda di cronaca che ha segnato profondamente la coscienza collettiva del nostro Paese, provando ad affrontarla con lo sguardo del cinema sociale e con la necessaria delicatezza e responsabilità, andando oltre la cronaca stessa per capire se rivela qualcosa del nostro presente”.
La città dei vivi sarà distribuito nelle sale italiane da Eagle Pictures nell’autunno 2026, portando sul grande schermo una riflessione necessaria su fragilità giovanile, violenza e responsabilità collettiva di fronte a tragedie che segnano un’intera comunità.
