David Riondino, scomparso oggi all’età di 73 anni dopo una lunga malattia, aveva raccontato in diverse interviste di essere stato truffato due volte: una nel 2024, tramite un inganno telefonico, e un’altra molti anni prima, in ambito finanziario. Un episodio di cui aveva voluto parlare apertamente per sensibilizzare il pubblico sulla facilità con la quale si può essere vittima di questi raggiri.
A Repubblica, l’artista aveva ricordato la truffa più recente: tutto iniziò con un SMS che segnalava un pagamento di 495 euro per un telefonino mai acquistato, e con un numero da chiamare per bloccare la spesa.
“Ho chiamato pensando di aver subito una truffa. Invece stava solo iniziando”, raccontò Riondino.
Il finto operatore Nexi, con voce calma e professionale, lo guidò passo passo. Per bloccare il presunto pagamento, gli fu chiesto di effettuare un bonifico dello stesso importo, inserendo nella causale “annulla il pagamento”. La voce del truffatore era talmente convincente che Riondino non ebbe motivo di dubitare: “Era molto competente, quasi un esperto di finanza. È molto più semplice di quanto si pensi cadere nel raggiro.”
In breve tempo, Riondino inviò 23 bonifici consecutivi, per un totale di oltre 11.000 euro. Ogni volta riceveva un messaggio con scritto “transazione negata”, e ripeteva l’operazione seguendo le istruzioni del falso operatore.
“Ovviamente in quel momento subentra uno stato d’animo difficile da spiegare e si cade nella truffa senza accorgersene. Il bonifico che inviavo serviva per annullare la spesa, quindi ne inviavo altri per evitare di essere truffato”
Pur affidandosi a un legale per tentare di recuperare i soldi, Riondino sottolineò la responsabilità delle banche: “Dovrebbero scattare alert quando partono bonifici sospetti. Non tutti sono esperti di truffe digitali.”
Ma la truffa telefonica non era la prima esperienza dolorosa. Nei primi anni 2000, Riondino era caduto nelle mani di Gianfranco Lande, soprannominato “il Madoff dei Parioli”, che aveva truffato anche altri personaggi dello spettacolo, tra cui l’ex compagna di David, Sabina Guzzanti e membri della sua famiglia. Lande fu condannato a quattro anni di carcere.
Riondino raccontò di aver conosciuto il falso broker tramite un amico del mondo dello spettacolo, fidandosi della sua apparenza di persona seria e perbene. Nel tempo, però, si rese conto che il denaro investito non era più recuperabile.
“Mi rispondevano sempre che il denaro cresceva sereno, come le opere buone”, ricordava. Solo mesi dopo si accorse della gravità del raggiro, quando le spiegazioni diventavano incongruenti e le telefonate dei truffatori si interrompevano. I fondi, gli dicevano, potevano essere recuperati solo se qualcuno avesse rilevato la sua quota, una trappola senza via d’uscita. A quel punto, Riondino si rivolse ai magistrati.
Riondino si è spento all’età di 73 anni, nella sua abitazione di Roma, in seguito ad una grave malattia.
