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Home » Personaggi » De Niro e Springsteen in piazza contro Trump: “Milioni di noi dicono basta ai re”

De Niro e Springsteen in piazza contro Trump: “Milioni di noi dicono basta ai re”

De Niro, Springsteen e Jane Fonda hanno guidato le manifestazioni No Kings contro Donald Trump. Milioni in piazza per protestare contro politiche amministrative e caro vita.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco29 Marzo 2026
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Robert De Niro alla manifestazione No King
Robert De Niro alla manifestazione No King
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Circa 3.000 manifestazioni si sono svolte simultaneamente negli Stati Uniti, coinvolgendo milioni di persone in quella che rappresenta la terza edizione delle proteste No Kings. Tra i protagonisti delle marce organizzate nella giornata di ieri in diverse città americane figurano nomi di primissimo piano del mondo dello spettacolo: Robert De Niro, Jane Fonda, Bruce Springsteen e Joan Baez hanno guidato o partecipato attivamente ai raduni, trasformando le piazze in luoghi di dissidenza politica e culturale.

A New York, De Niro ha marciato in prima fila insieme al reverendo Al Sharpton e alla procuratrice generale Letitia James. Durante il suo intervento davanti alla folla, l’attore ha definito le mobilitazioni “un grande grido di battaglia, enormemente riuscito visto che milioni di noi hanno risposto alla chiamata”. Le sue parole non hanno lasciato spazio a interpretazioni: “È tempo di dire no ai re. È tempo di dire no a Donald Trump. Ne abbiamo abbastanza”.

Actor Robert De Niro on trump at “No Kings” Day event in New York: “He can’t do all the fucked-up things that he’s been doing without the collusion of Congress and the goons in his administration.” pic.twitter.com/p9mDN91Mr5

— CSPAN (@cspan) March 28, 2026

Il discorso di De Niro ha toccato temi economici e sociali che stanno alimentando il malcontento: guerre che sottraggono risorse e sacrificano vite umane, leader corrotti che si arricchiscono, assistenza sanitaria negata ai più vulnerabili, costi insostenibili per generi alimentari, energia e abitazioni, inflazione ai livelli più alti dal periodo Covid. L’attore ha anche fatto riferimento a episodi di violenza nelle strade perpetrati da forze governative, concludendo che Trump può continuare le sue azioni solo con la complicità del Congresso e della sua amministrazione.

Come riporta The Express Tribune, a Washington DC, davanti al Kennedy Center, si è tenuto l’evento Artists United for Our Freedom, organizzato dal Committee for the First Amendment di Jane Fonda. Sul palco si sono esibiti Joan Baez e la cantautrice Maggie Rogers, mentre l’attore Billy Porter e la poetessa Rupi Kaur hanno offerto i loro interventi. Fonda ha promosso attivamente le proteste attraverso una serie di apparizioni mediatiche, contribuendo a dare visibilità nazionale all’iniziativa.

Jane Fonda and Bruce Springsteen join together for ‘No Kings’ rally in Minnesota. pic.twitter.com/iQvUGulV4T

— Oli London (@OliLondonTV) March 29, 2026

Una delle manifestazioni più imponenti si è svolta a St. Paul, in Minnesota, dove Bruce Springsteen si è esibito insieme al senatore Bernie Sanders, alla rappresentante Ilhan Omar e al governatore Tim Walz. Il musicista ha cantato Streets of Minneapolis, brano che aveva introdotto dopo le uccisioni di Alex Pretti e Renee Good da parte dell’ICE. Nel suo discorso, Springsteen ha dichiarato: “Lo scorso inverno, le truppe federali hanno portato morte e terrore nelle strade di Minneapolis. Beh, hanno scelto la città sbagliata”.

Il riferimento alla solidarietà dimostrata dalla popolazione di Minneapolis è stato centrale nel messaggio del cantante, che ha definito la risposta della città “un’ispirazione per l’intera nazione”. Springsteen ha aggiunto che la forza e l’impegno dimostrati hanno comunicato al paese che questa è ancora l’America e che le invasioni delle città americane non saranno tollerate.

Durante l’evento in Minnesota, Jane Fonda ha letto una dichiarazione di Becca Good, vedova di Renee Good. Il messaggio toccante recitava: “Il mondo ora sa che mia moglie brillava di luce solare e risplendeva di una gentilezza senza pari. Ci è stato rubato un essere umano incredibile. Questo ha fatto fermare le persone, le ha fatte respirare e ha costretto a scegliere da che parte stare. Noi scegliamo il lato dell’amore”.

Le proteste hanno coinvolto numerose altre città tra cui San Diego, San Francisco, Philadelphia, Atlanta e Boston. Una manifestazione No Kings si è tenuta anche a Londra e in Italia, estendendo il movimento oltre i confini americani.

 

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Anche Jimmy Kimmel e Jamie Lee Curtis hanno condiviso sui social media la loro partecipazione agli eventi, contribuendo ad amplificare la portata mediatica delle manifestazioni.

Le due precedenti edizioni delle proteste No Kings, svoltesi rispettivamente a giugno e ottobre 2025, avevano già attirato milioni di partecipanti, entrando nella storia come alcune delle più grandi dimostrazioni in giornata singola mai registrate negli Stati Uniti. I temi centrali delle mobilitazioni riguardano le tattiche aggressive dell’ICE, il disprezzo delle norme costituzionali da parte dell’amministrazione Trump e, più recentemente, l‘aumento del costo della vita, in parte collegato alla recente guerra contro l’Iran.

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