Paolo Verdone, figlio di Carlo, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera in cui ha raccontato suo padre dal suo punto di vista. Ne viene fuori un ritratto perfettamente coerente con quello che Carlo Verdone ha sempre mostrato in pubblico e sullo schermo: un papà ipocondriaco, che si arrabbia se il figlio prenota una visita medica senza consultarlo, ma anche ironico e creativo, capace di trasformare la quotidianità in uno spettacolo fatto di imitazioni dei parenti e scherzi. È stato proprio lui a trasmettere a Paolo anche la passione per la musica.
Visualizza questo post su Instagram
Oggi Paolo ha 38 anni ed è dirigente alla Siae, “responsabile della divisione che gestisce il diritto d’autore per diversi repertori, tra cui teatro, lirica, opere letterarie e arti figurative”. Sua sorella minore invece è una nutrizionista: “L’unica che è riuscita a far dimagrire papà”.
Tra i tanti ricordi condivisi con il Corriere della Sera, uno dei più divertenti riguarda uno scherzo orchestrato proprio dal padre quando Paolo era bambino:
“A 10 anni giocavo a calcio nel Valle Aurelia. Davanti a papà feci una doppietta. In casa siamo romanisti. La mattina dopo una persona al telefono sosteneva di essere l’agente di Totti, di avermi visto giocare e di volermi convocare a Trigoria per un provino. Ma la voce era dello sceneggiatore di papà, Pasquale Plastino. Poi prese la cornetta papà, “Paolo è uno scherzo, sono io!!”. Rimasi di sasso. Mi chiese scusa ma restai offeso, lo perdonai solo quando mi portò a conoscere Totti per davvero”
Un altro momento significativo riguarda la notte degli Oscar per La grande bellezza, film in cui Carlo Verdone recita:
“Già alla lettura della prima bozza del copione mi disse che secondo lui era un capolavoro. La notte degli Oscar la seguimmo in tv. Il problema di mio padre è che non è in grado di modificare orari e abitudini serali. A una certa ora, prima del verdetto, andò a dormire. Rimasi sveglio io, gli feci trovare un biglietto attaccato al frigo con la notizia. Lo ha incorniciato e messo nella casa di campagna”
Paolo ha anche fatto diverse comparse nei film del padre, a partire da Gallo Cedrone, ed è particolarmente legato a titoli come Sono pazzo di Iris Blond e C’era un cinese in coma. Proprio quest’ultimo è associato a un ricordo più malinconico: “Col tempo è stato rivalutato. Papà venne a casa dopo l’uscita del film per dirci “non so cosa succederà in futuro, magari sono entrato nella fase calante della mia carriera”. Girava quasi un film all’anno, tra quello e il successivo ne passarono tre”

Il legame tra padre e figlio passa anche dalla musica, una passione condivisa che ha regalato esperienze uniche:
“Grazie a lui ho conosciuto dietro le quinte Jeff Beck, Roger Waters, Crosby, Nash, Springsteen. Il concerto di Paul McCartney al Colosseo è il ricordo più emozionante. Su un maxischermo proiettavano degli sms che il pubblico inviava a un numero in forma anonima. Papà ne mandò uno: “Paul McCartney sei grande come Totti”. Apparve sullo schermo e ci fu un’ovazione. Mi sono sempre divertito all’idea che nessuno sapesse che l’autore era Carlo Verdone.”
Nonostante Paolo racconti di non aver mai sentito il peso del cognome, ammette che la fama del padre ha reso complicate anche situazioni semplici, come una passeggiata o un pranzo al ristorante. E ricorda anche un episodio in cui ha provato paura:
“Una volta ho avuto paura. Ero piccolo, lo accompagnai ad un evento in suo onore a Vasto, in Abruzzo. Mai vista così tanta gente, non riuscivamo ad aprire la portiera dell’automobile. Mi sono aggrappato alle sue gambe. E una volta usciti, mi sono perso nella folla, sentivo papà gridare il mio nome, anche io lo chiamavo ma non riuscivamo a raggiungerci”
Infine, non mancano gli aneddoti legati ai fan, a volte anche surreali:
“Ma di aneddoti con i fan ne ho tanti. Ero con lui a Taormina per i Nastri D’Argento. In albergo, alle sei del mattino, sentimmo bussare alla porta: carabinieri. “Aprite”. Ci prese un colpo. Aprimmo: “Scusate per il disturbo, tra poco siamo in servizio ed è l’unico momento in cui possiamo chiederle una foto”. Papà la fece in maglietta e biancheria intima”
A proposito di aneddoti, sapete che Verdone raccontò di una serata surreale con lui, Margherita Buy, David Bowie e la moglie che si comportarono “da cafoni” ad una cena?
