La serie: XO, Kitty 3, 2026. Creata da: Jenny Han. Cast: Anna Cathcart, Minyeong Choi as Dae, Gia Kim as Yuri, Sang Heon Lee as Min Ho, Regan Aliyah as Juliana, Peter Thurnwald. Genere: Teen drama. Durata: 8 episodi/40 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: su Netflix.
Trama: Durante l’ultimo anno alla KISS, Kitty deve fare i conti con il futuro, tra università e scelte importanti, mentre prova a costruire una relazione con Min-ho. Ma tra incomprensioni e cambiamenti, crescere si rivela più complicato del previsto.
A chi è consigliato? A chi cerca una serie teen leggera e sentimentale, più riuscita nelle dinamiche tra amici e nel percorso di crescita che nelle storie d’amore.
Dopo aver trovato una sua identità più definita nella seconda stagione, XO, Kitty torna su Netflix con un terzo capitolo che prova a chiudere il percorso della protagonista, ma finisce per inciampare di nuovo nei limiti che avevano già frenato gli inizi della serie. Ambientata durante l’ultimo anno alla KISS (Korean Independent School of Seoul), questa stagione si muove tra scelte future, relazioni complicate e il passaggio all’età adulta, senza però riuscire sempre a tenere insieme tutte le sue anime.
Dove eravamo rimasti

Alla fine della seconda stagione, Kitty aveva finalmente fatto chiarezza nei suoi sentimenti, chiudendo con il passato e avvicinandosi sempre di più a Min-ho, con cui il rapporto si era trasformato in qualcosa di più profondo e sincero. Dopo aver attraversato relazioni complicate e fraintendimenti, sembrava pronta a vivere qualcosa di diverso, più stabile.
La terza stagione riparte proprio da qui. Kitty affronta il suo ultimo anno alla KISS, cercando di godersi ogni momento prima dell’università e delle scelte importanti. Ma, come sempre, nulla è semplice: la relazione con Min-ho viene subito messa alla prova, mentre vecchi equilibri cambiano e nuove dinamiche si creano all’interno del gruppo. Tra incomprensioni, crescita personale e il peso delle decisioni che definiranno il loro futuro, Kitty e i suoi amici si trovano a fare i conti con cosa significhi davvero diventare adulti.
Un romance che torna sui soliti schemi

Il cuore della stagione è il rapporto tra Kitty e Min-ho, che finalmente hanno spazio per evolversi senza triangoli amorosi a complicare tutto. Sulla carta sarebbe l’occasione perfetta per costruire una relazione più matura e interessante, ma la scrittura continua ad affidarsi a dinamiche fin troppo prevedibili.
Il problema principale resta quello delle incomprensioni troppo forzate: situazioni che potrebbero risolversi con una semplice conversazione vengono trascinate inutilmente, rallentando il ritmo e togliendo incisività ai momenti chiave della stagione.
A pesare è soprattutto il modo in cui viene trattato il personaggio di Min-ho, che perde gran parte delle sfumature che lo avevano reso interessante nelle stagioni precedenti. Da presenza carismatica e imprevedibile, qui diventa più uniforme, quasi accessorio, lasciando poco spazio a un vero sviluppo.
Funziona meglio come racconto di crescita

Paradossalmente, la stagione dà il meglio di sé quando si allontana dal romance e si concentra sulle storie personali dei personaggi. È qui che emerge davvero il lato più riuscito di XO, Kitty: quello di racconto di formazione. Le storyline secondarie sono spesso più solide e coinvolgenti. Yuri, alle prese con la perdita del suo status e della sicurezza economica, trova una nuova dimensione più complessa e interessante. Q, invece, si muove in una dinamica relazionale più articolata, che regala alcuni dei momenti più sinceri della stagione.
Anche Kitty, quando la narrazione si concentra su di lei al di fuori della relazione, torna a funzionare meglio. Il suo percorso di crescita, tra errori, consapevolezza e desiderio di cambiare, è reso credibile soprattutto grazie all’interpretazione di Anna Cathcart, che riesce a dare spessore anche ai passaggi più semplici.
Operazione nostalgia

Come nelle stagioni precedenti, la serie continua a legarsi fortemente all’universo di Tutte le volte che ho scritto ti amo, puntando anche sul ritorno di Lara Jean. Questa componente funziona sul piano emotivo, perché rafforza il tema della famiglia e del legame tra sorelle, ma allo stesso tempo evidenzia una fragilità: quando si allontana da quella nostalgia, la serie fatica a reggersi da sola.
Dal punto di vista narrativo, resta anche una certa discontinuità nel ritmo, soprattutto all’inizio, dove la stagione riprende direttamente dal finale precedente per poi riorganizzarsi solo dopo i primi episodi. Una scelta che rende l’avvio meno fluido di quanto potrebbe essere.
La recensione in breve
XO, Kitty 3 chiude il percorso della protagonista puntando più sulla crescita personale che sulle dinamiche romantiche, che restano spesso prevedibili e forzate. Quando si concentra sui personaggi e sulle loro fragilità, però, riesce ancora a essere coinvolgente.
Pro
- Buona evoluzione dei personaggi secondari
- Momenti sinceri nel racconto della crescita
- Atmosfera leggera e piacevole
Contro
- Romance centrale poco incisivo
- Troppe incomprensioni forzate
- Struttura narrativa discontinua
- Voto CinemaSerieTV
