L’attore David Riondino, scomparso all’età di 73 anni, ha deciso di ricorrere alla sedazione palliativa profonda negli ultimi giorni della sua vita. La notizia è stata raccontata da Maria Antonietta Farina Coscioni nella rubrica La nuda verità su Radio Radicale, sottolineando che Riondino, malato oncologico, ha scelto questa strada per porre fine a una sofferenza diventata ingestibile.
Nella rubrica e sui canali social della radio, viene spiegato che molte persone non sanno che anche in Italia esiste un percorso legale che permette di eliminare il dolore nella fase terminale di una malattia: “Una possibilità che riguarda il diritto a non soffrire inutilmente e a essere accompagnati nel fine vita”.
La sedazione palliativa profonda, come ricordato da Farina Coscioni, è regolamentata dalla Legge 38 del 2010, che definisce le cure palliative come “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia è caratterizzata da una evoluzione inarrestabile e da una prognosi infausta”.

In termini più semplici, la sedazione continua e profonda è un atto terapeutico che mira a diminuire consapevolmente il livello di coscienza per alleviare il dolore e la sofferenza di chi si trova in fase terminale di una patologia grave.
Farina Coscioni ha ricordato su Radio Radicale che questa scelta non è nuova: anche Marina Ripa di Meana, scomparsa nel 2018, ricorse alla sedazione palliativa profonda negli ultimi giorni della sua vita e si raccomandò di farlo sapere, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa possibilità.
Ai funerali di David Riondino il sacerdote che ha officiato il rito ha detto che l’artista gli aveva detto di essere pronto ad andarsene. “La malattia gli aveva fatto capire cosa veramente vale nella vita. David aveva cominciato a saziarsi di vita, di cultura, di amore della sua compagna che adorava”. Nella stessa occasione Dario Vergassola ha ricordato Riondino con una “battutaccia” e con un aneddoto simpatico risalente a qualche tempo fa.
