A poche settimane dalla scomparsa di Enrica Bonaccorti, sua figlia Verdiana ha trovato il coraggio di raccontare pubblicamente gli ultimi giorni accanto alla madre, condividendo nello studio di Verissimo del 5 aprile un ricordo straziante e al tempo stesso pieno di amore. Verdiana, che ha gli stessi incredibili occhi chiari di sua mamma, ha spiegato che deve ancora mettere insieme i pezzi di quello che sarà per lei un nuovo capitolo: “Devo ancora capire, devo imparare una nuova vita”, ha esordito la donna, descrivendo un legame che negli ultimi anni era diventato simbiotico: “Eravamo sempre insieme”.
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La conduttrice e attrice è scomparsa il 12 marzo 2026 a causa di un tumore al pancreas, ma le sue condizioni sono precipitate improvvisamente qualche settimana prima. “Il 18 febbraio ha avuto un’emorragia”, ha raccontato Verdiana a Silvia Toffanin. “È stata ricoverata e operata durante quella notte infernale. Ho capito subito che non ne sarebbe uscita, mi hanno detto che aveva perso molto sangue e le condizioni erano molto gravi”.
Nonostante la gravità della situazione, Enrica Bonaccorti è riuscita a superare l’intervento chirurgico e ha trascorso cinque giorni in terapia intensiva. “Sembrava essersi ripresa. Mi dettava il suo libro e io scrivevo, voleva portarlo avanti”, ha ricordato la figlia. La conduttrice aveva anche iniziato a telefonare a persone che non sentiva da tempo, in quella che Verdiana ha definito “una celebrazione della vita”.
Per 22 giorni Verdiana non ha lasciato la madre nemmeno per un istante: “Mi sono trasferita in clinica, ero nella stanza con lei. Ero come in una realtà parallela”. Un periodo che, per quanto doloroso, la donna descrive con parole inaspettate: “Sono stati giorni surreali in cui siamo state molto vicine e molto amiche. Ha voluto condividere tutto con me, quel tempo è stato meraviglioso”.
Il momento dell’addio definitivo è arrivato la mattina del 12 marzo. “Si è spenta piano piano, in una notte per certi versi magica, molto particolare”, ha raccontato Verdiana. Verdiana era arrabbiata e sofferente e a quel punto, una donna che lavora a contatto con i malati terminali le ha dato un consiglio che si è rivelato decisivo: “Mi ha detto “Se tu non le dici che può andare, lei non se ne va. Vedi che non sta bene, non è giusto. Se tu le parli, lei ti sente””
Verdiana ha trovato la forza di compiere il gesto più difficile che una figlia possa immaginare: “Alle 6 di mattina sono entrata nel suo letto. Mi sono avvicinata a mia mamma, le ho detto che poteva andare, che non dovevo essere egoista, non dovevo tenerla accanto a me. Le ho parlato e mi ha sentita. Ha sentito tutto, il suo respiro dopo quel discorso si è calmato”. Un momento di intimità profonda che ha segnato gli ultimi istanti insieme: “Abbiamo respirato insieme fino all’ultimo, le ho fatto capire che ce l’avrei fatta. Un’ora dopo, in maniera dolce, è volata via” ha detto, trattenendo a fatica l’emozione.
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Enrica Bonaccorti aveva voluto sistemare molte cose negli ultimi giorni di vita. “Diceva che avrebbe dovuto fare tante cose, avrebbe voluto scusarsi per una presentazione del libro saltata. Quando si è svegliata dopo l’operazione aveva capito tutto”, ha spiegato Verdiana. La famiglia è stata profondamente toccata dall’ondata di affetto ricevuta negli ultimi mesi: “È stato incredibile. Era una donna speciale che si è meritata assolutamente tutto”.
Verdiana è l’unica figlia nata dal primo matrimonio di Enrica Bonaccorti con un regista. Da adulta ha scelto di cambiare cognome e prendere quello di sua madre.
Tra le persone che sono state particolarmente vicine in questo periodo difficile, Verdiana ha voluto ricordare in particolare due nomi: “Renato Zero e Valerio Rossi Albertini sono stati due angeli, le sono stati accanto ogni giorno”. Un sostegno che ha aiutato sia Enrica che sua figlia ad affrontare con dignità e amore un momento così delicato, trasformando giorni di dolore in un tempo prezioso di condivisione e ricordi che resteranno per sempre.
Renato Zero ebbe una relazione con Enrica, molti anni fa e sono rimasti amici. Non ha presenziato al suo funerale, ma ha fatto leggere una lettera scritta scritta per lei.
