Per molto tempo, le cattive sullo schermo sono state figure piuttosto semplici, spesso ridotte a ruoli stereotipati e facilmente leggibili. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. Il cinema e la televisione hanno iniziato a raccontare antagoniste molto più complesse, capaci di muoversi tra ambizione, dolore, vendetta e desiderio di controllo senza mai essere completamente decifrabili. Non sono più solo “le cattive”, ma personaggi costruiti su contraddizioni profonde, che spesso finiscono per risultare affascinanti quanto, se non più, delle protagoniste. Alcune fanno paura perché sono imprevedibili, altre perché sembrano incredibilmente reali, altre ancora perché, in fondo, si capisce perfettamente da dove nasce la loro rabbia. È proprio in questa zona grigia che nascono le figure più memorabili, quelle che restano impresse e che continuano a far discutere anche dopo i titoli di coda.
Serena Joy – The Handmaid’s Tale (2017-2025)

Serena Joy è uno dei personaggi più ambigui e stratificati degli ultimi anni. Interpretata da Yvonne Strahovski, è una delle menti dietro la creazione di Gilead, un sistema che priva le donne di ogni libertà. Il paradosso è che proprio lei finisce intrappolata nelle regole che ha contribuito a costruire. La sua crudeltà non nasce da pura cattiveria, ma da una visione distorta del mondo, che continua a difendere anche quando la danneggia direttamente. Questo continuo oscillare tra vittima e carnefice la rende imprevedibile e profondamente tragica, perché ogni suo gesto sembra allo stesso tempo calcolato e disperato.
Hela – Thor: Ragnarok (2017)

Hela è una presenza scenica che non passa inosservata. Con il volto di Cate Blanchett, il personaggio si impone fin dal primo momento come una forza della natura, elegante e distruttiva allo stesso tempo. Non è solo la dea della morte, ma anche una figura cancellata dalla storia, privata del riconoscimento che ritiene di meritare. La sua rabbia nasce da un senso di ingiustizia, e questo la rende più interessante di un semplice villain. Ogni sua azione è guidata da una logica precisa, anche quando porta alla devastazione, e questo equilibrio tra motivazione e distruzione è ciò che la rende così affascinante.
La Baronessa – Crudelia (2021)

La Baronessa è l’esempio perfetto di potere esercitato senza alcun rimorso. Interpretata da Emma Thompson, domina il mondo della moda con una freddezza assoluta, trattando le persone come strumenti e non come individui. Non ha bisogno di giustificazioni o traumi da raccontare, la sua cattiveria è lucida, quasi metodica. È proprio questa mancanza di esitazione a renderla inquietante, perché non esiste nulla che possa fermarla o farla dubitare di sé. La sua presenza riempie ogni scena e crea un contrasto netto con chiunque le stia intorno.
Regina George – Mean Girls (2004)

Regina George è una cattiva diversa dalle altre, ma non meno efficace. Con il volto di Rachel McAdams, incarna il potere sociale nella sua forma più riconoscibile. Non usa la violenza, ma il controllo delle relazioni, delle percezioni e delle gerarchie. È capace di manipolare chiunque con apparente leggerezza, mantenendo sempre una posizione dominante. La sua forza sta proprio nella normalità del contesto in cui si muove, perché rappresenta un tipo di antagonista che molti hanno incontrato nella vita reale, e che proprio per questo risulta ancora più incisivo.
Love Quinn – You (2018-2025)

Love Quinn è uno di quei personaggi che cambiano completamente percezione nel corso della storia. Interpretata da Victoria Pedretti, si presenta inizialmente come una figura dolce e rassicurante, per poi rivelare una natura molto più oscura. La sua violenza nasce da un’idea distorta di amore e protezione, che giustifica qualsiasi azione. Non si vede mai come una cattiva, ma come qualcuno che difende ciò che le appartiene. Questo ribaltamento delle aspettative rende il personaggio particolarmente disturbante, perché costringe lo spettatore a riconsiderare continuamente ciò che sta guardando.
Livia Soprano – I Soprano (1999)

Livia Soprano rappresenta una forma di cattiveria sottile e quotidiana, resa magistralmente da Nancy Marchand. Non ha bisogno di alzare la voce o compiere gesti estremi, perché il suo potere si basa sulla manipolazione emotiva. Ogni conversazione diventa un terreno di scontro, in cui riesce a ribaltare i ruoli e a far sentire gli altri colpevoli. Il rapporto con il figlio è il centro di questa dinamica, fatta di affetto distorto e tensione costante. È un personaggio che inquieta proprio perché incredibilmente realistico.
Annie Wilkes – Misery non deve morire (1990)

Annie Wilkes è uno dei villain più disturbanti del cinema, grazie all’interpretazione di Kathy Bates. La sua ossessione per uno scrittore si trasforma in una prigionia claustrofobica, dove ogni gesto può diventare improvvisamente violento. Ciò che la rende davvero spaventosa è la sua imprevedibilità: passa dalla gentilezza alla brutalità senza alcuna transizione. È convinta di agire per il bene, e proprio questa convinzione la rende ancora più pericolosa, perché non riconosce mai il limite delle proprie azioni.
Bellatrix Lestrange – Harry Potter e l’Ordine della Fenice (2007)

Bellatrix è pura follia incarnata, portata in scena da Helena Bonham Carter con un’energia difficile da contenere. Devota fino all’estremo, vive il male come una forma di espressione personale, quasi come un gioco. Non ha dubbi, non ha esitazioni, e ogni sua azione è guidata da un fanatismo totale. La sua imprevedibilità la rende una delle presenze più minacciose dell’intera saga, perché non segue logiche comprensibili, ma un impulso distruttivo continuo.
Abby – The Last of Us (2025-in corso)

Abby è un personaggio costruito su una ferita profonda, interpretata da Kaitlyn Dever. Le sue azioni sono dure, a tratti difficili da accettare, ma nascono da un dolore che il racconto mette al centro. Non è una cattiva nel senso tradizionale, ma una figura che si muove in un territorio morale molto complesso. Il suo percorso mette in discussione il concetto stesso di giustizia, mostrando quanto sia sottile il confine tra vittima e carnefice.
Cersei Lannister – Il Trono di Spade (2011)

Cersei è una stratega che ha imparato a sopravvivere in un mondo che non le concede spazio. Interpretata da Lena Headey, usa l’intelligenza e la manipolazione per ottenere ciò che vuole, costruendo il suo potere passo dopo passo. È ambiziosa, determinata e spesso accecata dalla paranoia, ma proprio questa fragilità la rende più umana. Il suo percorso è una continua lotta tra controllo e paura di perderlo.
Harley Quinn – Suicide Squad (2016)

Harley Quinn è una figura caotica e imprevedibile, resa iconica da Margot Robbie. Si muove tra follia e lucidità, tra leggerezza e violenza, senza mai stabilizzarsi davvero. Il suo legame con Joker è una parte importante della sua identità, ma nel tempo emerge anche una volontà autonoma. È un personaggio che sfugge alle definizioni, e proprio per questo continua a evolversi.
Miranda Priestly – Il diavolo veste Prada (2006)

Miranda Priestly esercita il suo potere in modo silenzioso ma devastante, grazie alla performance di Meryl Streep. Non ha bisogno di urlare o minacciare, le basta una frase detta con calma per mettere in difficoltà chiunque. Il suo controllo è totale, e il mondo che la circonda sembra ruotare attorno alle sue decisioni. È una cattiva che non si percepisce come tale, ma come qualcuno che semplicemente pretende il massimo.
Infermiera Ratched – Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

L’infermiera Ratched, interpretata da Louise Fletcher, è il simbolo di un’autorità che soffoca ogni forma di libertà. Non usa la violenza in modo diretto, ma esercita un controllo costante e implacabile sui pazienti. La sua calma apparente nasconde una rigidità assoluta, che trasforma ogni regola in uno strumento di dominio. È una figura che rappresenta un potere difficile da contrastare, proprio perché legittimato dal contesto.
O-Ren Ishii – Kill Bill: Volume 1 (2003)

O-Ren Ishii unisce eleganza e brutalità in modo quasi ipnotico, grazie alla presenza di Lucy Liu. È una leader precisa, attenta a ogni dettaglio, capace di una violenza estrema senza mai perdere il controllo. Il suo passato segna profondamente il suo modo di agire, ma non diventa mai una giustificazione. Ogni gesto è misurato, ogni scelta è definitiva, e proprio questa compostezza rende la sua figura ancora più potente.
Le sorelle Sanderson – Hocus Pocus (1993)

Winifred, Sarah e Mary Sanderson portano sullo schermo una cattiveria più giocosa, ma comunque efficace, grazie alle interpretazioni di Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimy. Sono esagerate, teatrali e sopra le righe, ma perfettamente coerenti con il tono del film. La loro forza sta nell’energia che portano in scena, capace di mescolare comicità e minaccia senza perdere equilibrio.
