Paola Turci è tornata a parlare della fine del matrimonio con Francesca Pascale in una lunga intervista al Corriere della Sera e dopo una recente ospitata a Verissimo. Un racconto diretto, tagliente in cui ripercorre la relazione e fa chiarezza sulla separazione e le polemiche successive.
Turci racconta che i cinque anni vissuti insieme a Pascale “nella Toscana bucolica” le sono pesati, al punto da sentire la mancanza di elementi urbani che prima avrebbe anche disprezzato: il traffico, i rumori, la presenza della vita urbana.
“Mi fa piacere sentire l’autobus che passa lontano, è un sintomo di presenza umana”, racconta, spiegando che per scrivere ha bisogno di sentirsi “insieme”, parte di una comunità. È proprio il ritorno a Roma, in un residence mentre sistemava casa, a riattivare la creatività: il nuovo disco nasce in due mesi.
Uno dei passaggi più forti riguarda la fine del matrimonio. Turci afferma che subito dopo la separazione si è sentita sorprendentemente bene: “Dopo due giorni ero felice. Forse un po’ disorientata ma woooah”. Alla domanda se la fine della storia abbia lasciato una cicatrice, risponde: “No, o se lo è stata si è già rimarginata. All’inizio qualche affermazione e qualche bugia mi hanno disturbato, poi ho lasciato andare. Come dico nel brano ‘la verità conta’.”

Nel corso dell’intervista viene citata nuovamente Francesca Pascale, che aveva definito la loro relazione come “tossica”. Paola risponde: “Quello è vero. C’erano incomprensioni ed era sempre più marcata una differenza di vedute e di opinioni che all’inizio non c’era.”
E perché il concetto sia chiaro, fa l’esempio di un episodio recente per prenderne le distanze: “Se incontrassi la persona che vedo in certi filmati adesso, come quello di Viareggio (in cui Pascale insulta dei manifestanti ProPal ndr), eviterei di averci a che fare.”
Sulle parole di Pascale secondo cui Turci avrebbe disprezzato Silvio Berlusconi ma non il fatto di vivere di fatto, col suo denaro, la cantante replica: “Ho sempre vissuto delle mie forze e del mio lavoro, sono sempre stata autonoma.” E aggiunge: “Il nostro legame andava oltre il fidanzamento, siamo state sposate, ma io avrei voluto vivere nella mia casa. Mi è mancata molto una casa che sentissi mia” anche perché – sostiene Turci – a casa di Pascale si sentiva “ospite”
Turci ha poi parlato dell’impatto mediatico della relazione sulla sua vita, facendo un distinguo tra la presenza dei media negli eventi pubblici e la pressione paparazzi. Dice di essere abituata al contesto mediatico quando è prevedibile, ma di non aver mai accettato davvero i paparazzi nella vita privata.
Racconta che questa difficoltà la accompagna da sempre, già dai tempi della relazione con il tennista Paolo Canè, quando finì improvvisamente sui giornali senza averne consapevolezza. E anche dopo l’inizio della storia con Pascale si è ritrovata sui giornali.
Sui rapporti attuali tra lei e l’ex moglie, Paola Turci racconta di aver provato a mantenere un dialogo, senza successo. “Ho tentato di contattarla, non con grandi slanci, ma non mi è stato possibile raggiungerla.” E aggiunge:
“Lei dal giorno uno ha mandato avanti i suoi avvocati e di conseguenza io ho fatto lo stesso. Ora si parlano fra legali. C’è un accordo di riservatezza e non posso dire molto, anche se lei è stata la prima a parlare e mi è toccato mandarle delle diffide.”
Uno degli aspetti più dolorosi riguarda la gestione dei cani condivisi. “Non solo il mio cane, ma anche i suoi dieci con i quali ho vissuto, e dormito, in tutti questi anni.” Turci spiega al Corriere che, nell’accordo di separazione, aveva rinunciato a restare in una delle case di Pascale in attesa della sua sistemazione, pur di poter vedere i cani due volte al mese. Ma gli incontri sarebbero stati continuamente rinviati.
“Lei ha detto che cancellavo le visite per motivi di lavoro… in realtà, quando dopo vari rimandi finalmente ne era stata fissata una per un lunedì, il sabato prima lei mi ha mandato una pec per comunicare che non ci sarei potuta andare.”
Dopo mesi di tentativi, la scelta definitiva: “Ho deciso di dare un colpo secco e di non vederli più. Ho deciso di non fare un torto al mio Lupo e l’ho lasciato nel branco in cui è arrivato che aveva 4-5 mesi e che lo ha svezzato. Mi è rimasta qualche foto sul cellulare. Puoi immaginare il dolore… C’è un vuoto grandissimo.”
Nei mesi scorsi Francesca Pascale ha rivelato in un’intervista cosa ha ricevuto da Berlusconi – smentendo che si sia trattato di una buonuscita.
