Netflix ha annunciato il debutto di una nuova docuserie in tre parti intitolata Michael Jackson: The Verdict, in uscita il prossimo 3 giugno. Il progetto si focalizza sull’esplosivo processo del 2005 per abusi su minori che coinvolse l’icona del pop, culminato con la sua piena assoluzione.
La serie, diretta da Nick Green e prodotta da Candle True Stories, promette un accesso senza precedenti grazie alle testimonianze di figure chiave che vissero il processo dall’interno, inclusi giurati, testimoni, procuratori, avvocati della difesa e membri della stampa. L’obiettivo dichiarato dai realizzatori è quello di ricostruire i fatti in modo analitico, offrendo una prospettiva sia dell’accusa che della difesa su un caso che, nonostante l’assoluzione e la scomparsa di Jackson nel 2009, continua a generare accesi dibattiti.
In merito alle motivazioni che hanno spinto alla realizzazione di quest’opera, i produttori hanno rilasciato dichiarazioni significative a Netflix Tudum, come riportate da Variety
“Ci è sembrato il momento giusto per rivisitare il processo e le domande rimaste in sospeso. Abbiamo affrontato il tutto come un resoconto storico, presentando i fatti così come si sono svolti in tribunale. Sono passati vent’anni dal processo a Michael Jackson in cui lui è stato dichiarato non colpevole. Eppure, ancora oggi, le polemiche infuriano. Poiché non erano ammesse telecamere in aula, la visione dei fatti da parte del pubblico all’epoca è stata filtrata dai commentatori e presentata in modo frammentario. Era giunto il momento di dare uno sguardo al processo nel suo insieme.”
La produzione ha sottolineato l’importanza di offrire allo spettatore la prospettiva di chi era presente fisicamente durante le udienze a porte chiuse a Santa Maria, in California:
“L’obiettivo era portare il pubblico all’interno del procedimento e dare spazio solo ai testimoni diretti che hanno preso parte a quegli eventi.”
