Dopo cinque stagioni di satira feroce, violenza estrema e supereroi trasformati in mostri mediatici, The Boys chiude la propria corsa con un finale che prova a fare qualcosa di molto diverso rispetto a quanto ci si aspettasse. Sì, c’è lo scontro definitivo tra Butcher e Patriota. Sì, il sangue scorre ovunque. Ma l’episodio finale non parla davvero della distruzione dei supereroi: parla soprattutto di persone spezzate che cercano disperatamente di non diventare ciò che hanno sempre odiato.
Ed è proprio qui che la serie sorprende di più. Perché dopo anni passati a demolire il mito del supereroe, The Boys finisce quasi per trasformarsi in ciò che aveva sempre preso in giro: una storia più sentimentale e perfino più “classica” del previsto.
Patriota perde tutto nel momento in cui prova a diventare un dio

Per tutta la quinta stagione Patriota cerca di compiere l’ultimo passo: non vuole più essere soltanto il supereroe più potente del mondo, ma una vera figura divina. Il suo discorso alla nazione dalla Casa Bianca lo rende chiarissimo: si considera superiore persino a Gesù Cristo e immagina un mondo dove chi non lo idolatra deve semplicemente sparire.
Il problema è che Patriota non è mai stato davvero un leader, ha sempre avuto bisogno di essere amato, approvato, adorato. E infatti il finale insiste continuamente sul tema del rifiuto. Soldier Boy lo ha rifiutato come figlio. Ryan lo rifiuta come padre. Persino i miliardari che dovrebbero sostenerlo diventano inutili ai suoi occhi.
Quando Ryan gli dice apertamente che resterà sempre “un miserabile”, Patriota crolla definitivamente. Da quel momento smette persino di fingere. Durante il discorso pubblico non cerca più consenso: lascia emergere la sua follia davanti a tutti. Ed è lì che il personaggio perde totalmente il controllo del mondo che stava costruendo…
Perché Kimiko riesce a sconfiggere Patriota
La chiave della battaglia finale è Kimiko. Grazie agli esperimenti di Frenchie, i suoi poteri si trasformano in qualcosa di completamente nuovo: un’esplosione capace di annullare le abilità dei super. Ma il dettaglio più importante è un altro: per tutte le sue stagioni, The Boys ha raccontato il potere come qualcosa legato alla rabbia, alla violenza e al trauma. Nel finale, invece, Kimiko riesce ad attivare il colpo decisivo soltanto quando ricorda Frenchie e comprende che non è l’odio a darle forza, ma l’amore.
È un messaggio sorprendentemente sincero per una serie così cinica. Ed è anche il motivo per cui molti hanno definito questo finale quasi “marveliano”: per la prima volta The Boys abbandona parzialmente il sarcasmo assoluto e sceglie una conclusione molto più emotiva. Quando l’esplosione colpisce Patriota, Ryan e Butcher, tutti perdono i propri poteri. E improvvisamente Patriota si ritrova nella situazione che ha sempre temuto di più: essere soltanto un uomo normale.
La morte di Patriota è la vera umiliazione del personaggio

La scena più importante del finale non è tanto la morte di Patriota, ma il modo in cui reagisce quando scopre di non avere più poteri. Per cinque stagioni Patriota è stato praticamente un dio invincibile, nessuno poteva davvero fermarlo. Ma appena diventa umano, crolla immediatamente: non combatte fino alla fine e non mantiene alcuna dignità. Al contrario, implora Butcher di risparmiarlo, propone favori sessuali, promette qualsiasi cosa pur di sopravvivere.
È la distruzione definitiva del mito che lui stesso aveva costruito intorno alla propria figura. Butcher allora lo uccide con il piede di porco, chiudendo simbolicamente il conflitto che ha dominato l’intera serie. Ma il punto fondamentale è che Patriota non muore da martire o da tiranno epico: muore come un uomo terrorizzato, incapace di accettare l’idea di essere fragile.
Ryan rifiuta sia Patriota che Butcher
Uno dei momenti più importanti del finale è il confronto tra Ryan e Butcher dopo la morte di Patriota. Per tutta la serie, Ryan è stato conteso come una sorta di “erede morale” tra le due figure paterne che lo hanno cresciuto indirettamente. Ma il finale spezza completamente questa dinamica: Ryan capisce che Patriota era un mostro, ma allo stesso tempo comprende che anche Butcher è diventato una persona distruttiva.
Quando gli dice “non ho scelto te al posto suo, ho scelto me stesso”, Ryan interrompe finalmente il ciclo di manipolazione e violenza che ha definito tutta la sua vita. È probabilmente la scelta più sana fatta da un personaggio nell’intera serie.
Perché Butcher diventa il vero villain del finale

Dopo aver ottenuto la sua vendetta contro Patriota, Butcher resta completamente vuoto. Ryan lo abbandona. Terror muore. E soprattutto il mondo continua a essere dominato da Vought e dai supereroi. A quel punto decide di completare il piano che aveva in mente da tempo: diffondere il virus per sterminare tutti i super. Ed è qui che The Boys ribalta definitivamente il suo protagonista. Butcher ha sempre odiato i mostri, ma nel corso delle stagioni è diventato esattamente come loro: disposto a sacrificare chiunque pur di imporre la propria idea di giustizia.
La cosa interessante è che il finale non gli dà completamente torto. In parte Butcher ha ragione: Vought continua a esistere, il sistema è ancora corrotto e probabilmente nascerà un nuovo Patriota prima o poi. Ma il punto della serie è che il genocidio non può essere la soluzione.
Hughie rappresenta ciò che Butcher non è mai riuscito a diventare

Il vero scontro finale non è quello tra Butcher e Patriota, ma quello tra Butcher e Hughie. Per tutta la serie, infatti, Hughie è stato l’unico personaggio capace di restare umano nonostante tutto l’orrore vissuto. Butcher invece ha progressivamente sacrificato ogni limite morale in nome della vendetta. Ma quando Hughie spara a Butcher, interrompe definitivamente quella spirale di odio che avrebbe portato a un massacro globale.
Ed è importante che sia proprio Hughie a farlo. Butcher vede in lui il fratello Lenny, l’unica persona buona della sua vita. Per un attimo sembra quasi pronto a fermarsi da solo, ma ormai è troppo tardi. Prima di morire, però, Butcher mente a Hughie dicendogli che non avrebbe mai cambiato idea. In realtà il finale lascia intuire il contrario: probabilmente Butcher stava davvero per fermarsi. Quella bugia è il suo ultimo gesto di affetto verso Hughie, perché gli evita il peso di pensare di aver ucciso un uomo che si era già arreso.
Il finale di The Boys è davvero troppo “felice”?
Si potrebbe pensare che il finale di The Boys sia sorprendentemente positivo rispetto al tono della serie. Kimiko sopravvive e parte per la Francia. Ryan trova una nuova famiglia con Latte Materno. Hughie e Annie aspettano un figlio. Perfino Sister Sage ottiene il suo momento di pace. Ed effettivamente la serie si chiude in modo molto più luminoso rispetto al fumetto originale di Garth Ennis, dove Butcher uccide quasi tutti i Boys e Hughie resta praticamente solo.
Ma il finale lascia comunque una sensazione ambigua addosso: Patriota è morto, però Vought esiste ancora. I supereroi esisteranno ancora. Il sistema che ha creato tutto questo non è davvero cambiato. In fondo The Boys conclude il proprio discorso dicendo che il problema non è soltanto il singolo mostro, ma il mondo che continua a produrne sempre di nuovi.
