Si è spenta a 75 anni Zeudi Araya, attrice e produttrice cinematografica che ha segnato un’epoca del cinema popolare italiano. A dare la notizia è stato il figlio Michelangelo Spano, precisando che la madre è morta domenica 24 maggio 2026 nella propria abitazione a seguito di una lunga malattia.
Attraverso un comunicato affidato all’ANSA la famiglia ha espresso gratitudine a quanti le sono stati vicini con affetto e discrezione. Le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata, nel rispetto della riservatezza richiesta dai familiari in questo momento di lutto.
Sulla sua vita, Zeudi disse in un’intervista a Vanity Fair:
“È stata un sogno. Speravo di vivere in Italia ed è accaduto. Speravo di innamorarmi di un uomo straordinario ed è successo. Ho avuto qualche dolore profondo. Dolori che non si cancellano, ma che con il tempo, facendoti forza, provi a superare”
Nata a Decameré, in Eritrea, nel 1951, Zeudi Araya era figlia di un uomo politico e nipote di un ambasciatore etiope a Roma. Da giovanissima conquistò il titolo di Miss Eritrea, ma fu un viaggio in Italia nei primi anni ’70 ad aprirle le porte di Cinecittà e a cambiare per sempre il corso della sua vita.
Il grande pubblico la conobbe grazie alla celebre pubblicità di un caffè, che le garantì immediata popolarità. Fu però il regista Luigi Schettini a notarla e a chiamarla per il ruolo da protagonista nel film La ragazza dalla pelle di luna del 1972, pellicola per la quale è ricordata ancora oggi. Dell’incontro con Scattini, ha ricordato a Vanity Fair che lui rimase folgorato dalla sua bellezza:
“Mi vide all’improvviso e gli prese quasi un colpo: “Ma tu sei la ragazza che cercavo da sempre! Sono stato in Etiopia, in Somalia e in Kenia per trovare un volto come il tuo e adesso ce l’ho davanti. Sei proprio tu. Ti andrebbe di fare un provino?”
Nel film interpretava Simoa, una bellissima ragazza nera con la quale il protagonista sposato intreccia una relazione durante una torrida vacanza alle Seychelles. Il successo di pubblico fu notevole e le procurò nuovi ruoli, prevalentemente nel genere sexy, oltre a un 45 giri inciso sull’onda della popolarità raggiunta.
Un altro capitolo importante nella sua carriera e vita privata arrivò nel 1983 con il matrimonio con Franco Cristaldi, il produttore di Divorzio all’italiana di Pietro Germi e Amarcord di Federico Fellini, per citare alcune pietre miliari del cinema italiano. Al momento del loro incontro, Cristaldi era ancora legalmente sposato con Claudia Cardinale, ma di fatto era già libero, perché lei aveva iniziato la sua storia con Squitieri. Lei lo accompagnò agli Oscar e quel weekend nacque tutto:
“Mi chiese di accompagnarlo. Fu una nottata incredibile, Franco vinse l’Oscar e al momento dell’annuncio festeggiammo abbracciandoci. Quasi non ci conoscevamo, ma mi disse senza esitare: “Tu mi porti fortuna”
Da quel momento Zeudi Araya si concentrò sui film prodotti dal marito, partecipando a pellicole come Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure con Paolo Villaggio, in cui lei aveva il ruolo di Venerdì, Giallo napoletano insieme a Marcello Mastroianni e Tesoromio con Johnny Dorelli e Renato Pozzetto.

All’inizio degli anni Novanta decise di ritirarsi dalle scene cinematografiche come attrice. Dopo la scomparsa di Franco Cristaldi nel 1992, prese le redini della produzione cinematografica, dedicandosi a questa attività fino agli anni recenti insieme al nuovo compagno, il regista Massimo Spano, dal quale ha avuto il figlio Michelangelo, nato nel 1996. Aveva avuto anche una figlia da Cristaldi, tanto desiderata, ma nata morta. Poche settimane dopo morì anche lui.
In veste di produttrice ha realizzato numerosi film per il cinema e per la televisione, proseguendo l’eredità professionale del marito con passione e competenza. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche si ricorda quella del 2018 a Bologna, quando insieme a Giuseppe Tornatore presentò la versione restaurata in 4K di Divorzio all’italiana, il film prodotto all’epoca da Cristaldi che nel 1962 aveva conquistato l’Oscar per la migliore sceneggiatura.
