Martin Scorsese ha annunciato una collaborazione con Black Forest Labs, azienda specializzata in intelligenza artificiale generativa, entrando a far parte del team come consulente. La partnership segna un momento significativo nel dibattito sull’adozione dell’AI nel settore cinematografico, con il maestro di capolavori come Quei bravi ragazzi e The Irishman che si schiera tra i sostenitori della tecnologia applicata alla creatività.
In una dichiarazione pubblicata sul sito web di Black Forest Labs, Scorsese ha spiegato la sua visione: “Il cinema è un medium giovane, di soli 125 anni circa, quindi dobbiamo essere aperti a come può evolversi”. Il regista ha ricordato come nel corso della sua carriera abbia già sperimentato tecnologie innovative, utilizzando il 3D per Hugo Cabret e la tecnologia di de-aging per The Irishman.
La collaborazione non si limita a un ruolo simbolico. Scorsese ha rivelato di aver già testato gli strumenti della società durante la pre-produzione di un prossimo film, utilizzando il modello generativo FLUX per creare storyboard. “Con questo strumento posso condividere ciò che sto visualizzando in modo più chiaro ed efficiente al mio team creativo, lo scenografo, l’art designer e il direttore della fotografia, affinché possano costruirci sopra per arricchire l’intelligenza cinematografica”, ha dichiarato.
In un video girato nel suo ufficio di New York che accompagna l’annuncio della partnership, Scorsese dimostra come utilizza il modello AI per sviluppare scene. Durante la dimostrazione, il regista ha rievocato la celebre sequenza in Steadicam di Quei bravi ragazzi, quella che segue il gangster Henry Hill attraverso il nightclub Copacabana, spiegando come ogni “vignetta” della scena richiedesse una messa in scena intricata.

“Se hai uno strumento come questo, puoi capirlo molto più velocemente e risparmiare tempo di produzione, oltre a ridurre lo stress sulla troupe”, ha affermato Scorsese nel video. Il regista ha sottolineato come durante la pre-produzione il tempo rappresenti un costo significativo, e l’AI gli abbia permesso di muoversi più rapidamente senza sacrificare qualità o maestria artigianale.
Black Forest Labs è stata fondata nel 2024 a Friburgo, in Germania, e il suo CEO Robin Rombach ha descritto la partnership con Scorsese come “Una grande prova che questo funziona”. Secondo quanto riportato dal New York Times, il regista è stato messo in contatto con l’azienda attraverso BroadLight Capital, società di investimento co-fondata da Rick Yorn, manager di Scorsese e investitore in Black Forest Labs. Anche Michael Ovitz, co-fondatore della CAA e investitore nell’azienda AI, ha contribuito a consolidare la collaborazione.
Scorsese si unisce così ad altri registi premio Oscar che hanno abbracciato l’intelligenza artificiale in varie forme. James Cameron, regista di Avatar, siede nel consiglio di amministrazione di Stability AI, l’azienda creatrice del modello text-to-image Stable Diffusion, dove Rombach ha lavorato in passato. Peter Jackson, il regista della trilogia de Il Signore degli Anelli, ha dichiarato durante una masterclass al Festival di Cannes il mese scorso di non essere contrario all’AI, paragonandola a “un effetto speciale”.
Non tutti i grandi nomi del cinema condividono questo entusiasmo. Guillermo Del Toro, regista de Il labirinto del fauno, lo scorso anno ha affermato che preferirebbe “Morire piuttosto che usare l’AI generativa” nei suoi film.
