Patrick Bruel, celebre cantante e attore francese di 67 anni, è stato posto in stato di fermo lunedì 8 giugno a Parigi nell’ambito di un’indagine per violenze sessuali e tentati stupri. L’artista, tra i più amati in Francia e noto anche in Italia per film come Cena tra amici, è accusato da una trentina di donne di molestie e aggressioni sessuali avvenute nell’arco di oltre vent’anni, tra Francia e Belgio.
Secondo un comunicato della procura di Nanterre, che coordina le indagini, il procedimento attualmente in corso riguarda 13 presunte vittime e si concentra su episodi risalenti a un periodo compreso tra il 1997 e il 2012. Bruel è stato interrogato nei locali della polizia giudiziaria di Parigi e la sua custodia cautelare può protrarsi fino a 48 ore, al termine delle quali gli inquirenti valuteranno se rimetterlo in libertà o sottoporlo all’esame di un magistrate.
Tra le denunce che hanno portato al fermo figura quella di Daniela Elstner, direttrice generale di Unifrance, l’organizzazione che promuove il cinema francese all’estero. La donna accusa Bruel di averla aggredita sessualmente nel 1997 ad Acapulco, in Messico, durante un festival cinematografico. Un’altra denuncia proviene da una giornalista che sostiene di aver subito un tentato stupro nel 2000 nel Principato di Monaco.
Nel fascicolo degli investigatori compare anche la testimonianza di un’ex dipendente dell’etichetta discografica dell’artista, che denuncia due episodi di violenza sessuale avvenuti rispettivamente nel 2002 e nel 2003. A queste si aggiungono una segnalazione per fatti del 2008 a Metz, nell’Est della Francia, e un’altra relativa a un presunto stupro commesso nel 2012 durante un festival di cinema a Dinard, in Bretagna.
Gli inquirenti francesi stanno inoltre esaminando un dossier trasmesso dalle autorità belghe riguardante una violenza sessuale che sarebbe stata commessa nel 2010 a Bruxelles ai danni di una donna all’epoca quarantenne. La procura ha precisato che alcune denunce già note, tra cui quella presentata dalla conduttrice televisiva Flavie Flament, non rientrano nell’esame attuale del procedimento e saranno trattate separatamente.
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Flavie Flament ha presentato denuncia all’inizio di maggio accusando Patrick Bruel di averla violentata a Parigi nel 1991, quando lei aveva 16 anni. In un’intervista trasmessa da Mediapart, la conduttrice ha parlato di “un vuoto, un black-out totale” dopo aver bevuto un tè a casa dell’artista. Questo caso, data la sua specificità e la diversa cornice temporale, sarà oggetto di un’indagine separata.
Le prime testimonianze pubbliche contro Bruel sono emerse a marzo scorso, quando il sito Mediapart ha pubblicato le accuse di diverse donne. Da allora, quattro inchieste sono state avviate in Francia e una in Belgio per aggressione sessuale. La mole delle accuse ha innescato un ampio dibattito pubblico in Francia, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene la presunzione di innocenza e chi chiede giustizia per le presunte vittime.
Il Corriere spiega che avvocati di Patrick Bruel hanno dichiarato in un comunicato che il loro assistito “Aveva fatto sapere già da diverse settimane di essere a disposizione della giustizia, per poter finalmente rispondere nell’ambito del procedimento giudiziario, davanti all’autorità competente”. I legali hanno aggiunto che Bruel “risponderà a tutte le domande degli investigatori e fornirà tutti gli elementi necessari a dimostrare la sua innocenza”.
La vicenda giudiziaria ha avuto immediate ripercussioni sulla carriera artistica di Bruel. Quattro giorni prima del fermo sono state sospese le ultime repliche parigine dello spettacolo teatrale Deuxième Partie, al teatro Edouard VII, dopo che il collettivo femminista NousToutes aveva organizzato proteste davanti all’ingresso. La direzione del teatro ha preferito annullare la rappresentazione per evitare tensioni.
Il 29 maggio Bruel ha annunciato la cancellazione di tutti i concerti previsti fino a settembre, comprese numerose partecipazioni a festival e tre spettacoli in programma a Parigi. Sono così saltate circa una dozzina di esibizioni tra Francia, Belgio e Svizzera. La società di produzione 14 Productions ha spiegato che diversi organizzatori avevano segnalato difficoltà nel garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni a causa delle polemiche in corso.
Tra le conseguenze della vicenda figura anche il temporaneo allontanamento di Bruel da Les Enfoirés, il popolare collettivo artistico e benefico del quale faceva parte dal 1993. L’artista ha scelto di sospendere la propria partecipazione alle iniziative del gruppo in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Pochi giorni fa ha inoltre cancellato la partecipazione al concerto degli Enfoirés, evento di beneficenza che da anni coinvolge numerosi artisti francesi.
Anche gran parte del tour che sarebbe dovuto partire a metà giugno è stata annullata, comprese tre date previste a Montréal. Restano confermati, almeno per il momento, gli appuntamenti programmati tra ottobre e novembre, ma molto dipenderà dall’evoluzione del procedimento giudiziario.
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Il caso Bruel sta animando un acceso dibattito politico e social in Francia. Alcuni esponenti pubblici gli hanno consigliato di annullare gli spettacoli, altri hanno dichiarato che non andranno più a vederlo, mentre altri ancora sottolineano il diritto dell’artista a esibirsi in mancanza di una condanna definitiva. La regista Andréa Bescond, portavoce delle vittime di violenze sessuali, ha commentato: “Era ora che finisse in custodia cautelare. Auspichiamo un rinvio a giudizio. Sappiamo che ci vorrà del tempo. Penso alle vittime”.
Sui social ufficiali dell’attore si susseguono commenti di chi sostiene le presunte vittime e chi invece lo difende.
Al momento non è stata formalizzata alcuna imputazione nei confronti di Patrick Bruel, ma il fermo rientra nelle procedure investigative previste per approfondire le accuse. La mole delle denunce e lo stato di fermo rappresentano tuttavia un possibile punto di svolta nella carriera dell’attore e cantante, che per decenni è stato una delle personalità più amate e seguite del panorama artistico francese.
