L’attore britannico Hugh Laurie ha porto pubbliche scuse alla giornalista Janet Murray per il suo tweet velenoso in cui difendeva la serie televisiva Dr. House, di cui è stato assoluto protagonista, dalla critica di Murray, la quale aveva definito lo show ‘sempre uguale a se stesso‘; Laurie, in un nuovo tweet, ha ammesso di essere stato “leggermente brillo” nel momento in cui ha pubblicato il post.
I’m sorry if people have been having a go at you because of my tweet. Not at all the plan. I was very slightly drunk and already upset about something that had nothing to do with you. If it’s any comfort, I got it in the neck too. I’m a thin-skinned twat, apparently, even…
— Hugh Laurie (@hughlaurie) June 8, 2026
La vicenda ha avuto origine dopo che Murray aveva condiviso su X una sua breve recensione della serie, lamentando l’eccessiva rigidità della struttura narrativa del medical drama, definita ripetitiva e prevedibile.
Laurie, calatosi nei panni caustici del suo celebre personaggio, aveva replicato con sarcasmo difendendo l’opera, dipinta alla stregua di una variazione tematica alla Bach; l’attore, per solidificare la propria argomentazione, aveva citato anche Frida Kahlo, per poi chiudere in modo pungente invitando la giornalista a scrivere il suo primo romanzo

L’intervento della star aveva naturalmente e immediatamente scatenato un’ondata di aggressività da parte dei fan della serie, portando Murray a denunciare l’abuso online in un editoriale su Unherd incentrato sulla tossicità dei fandom e sul bullismo digitale.
La giornalista qui ha dichiarato come il suo profilo social sia stato improvvisamente sommerso da una pioggia di insulti personali e attacchi coordinati da parte di gruppi di fan
“Il mio feed su X si è riempito subito di persone che mi accusavano di essere stupida, priva di umorismo e immancabilmente, è anche comparsa la parola con la “t”. C’è qualcosa di profondamente inquietante nell’osservare degli sconosciuti che vomitano tutto questo livore contro qualcuno che non hanno mai incontrato, proprio mentre dichiarano il loro amore incondizionato per una celebrità”
Nell’articolo, Murray ha analizzato le dinamiche psicologiche che portano gli spettatori a identificarsi talmente tanto con un prodotto televisivo da percepire una semplice critica esterna come un’offesa personale, trasformando così la discussione in una vera e propria difesa di principi
“La critica oggettiva fatta verso ciò che le persone amano può finire per essere percepita da costoro come una critica personale. E quando ciò avviene, anche persone del tutto perbene possono diventare incredibilmente feroci. Le fazioni politiche si comportano così, proprio come i tifosi di calcio. E a quanto pare, sta succedendo sempre più spesso anche con il pubblico televisivo”

Una volta resosi conto che il suo tweet aveva innescato un “trolling decisamente orribile“, Hugh Laurie ha dunque inviato il suo messaggio di scuse a Murray, spiegando di aver reagito d’impulso per un eccesso di protezione verso gli sceneggiatori dello show, ma ammettendo che il suo stato di alterazione e il cattivo umore avevano preso il sopravvento
“Ero leggermente ubriaco e già turbato per qualcosa che non aveva nulla a che fare con te. Se ti può essere di qualche consolazione, ne sono uscito male anch’io. A quanto pare sono un idiota permaloso, anche se non ero io sul banco degli imputati. Stavo solo difendendo l’operato di sceneggiatori che adoro.”
L’attore ha infine riconosciuto che il paragone con i grandi maestri dell’arte era stato eccessivo e che avrebbe potuto utilizzare esempi più calzanti per spingere la sua visione creativa della serie
“Chiaramente non avrei dovuto citare Bach, Kahlo o altri – me la sono cercata – e avrei fatto meglio a puntare sulle diecimila canzoni blues scritte usando la stessa struttura di dodici battute. Ne ho ascoltate la maggior parte e continuerò a farlo.”
Murray ha accettato le scuse, sottolineando tuttavia la pericolosità del potere mediatico delle celebrità quando finisce per alimentare, anche involontariamente, la gogna digitale.
