Ascanio Polimeni, medico specializzato in psiconeuro-endocrinoimmunologia e medicina Anti-Aging, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera in cui ha raccontato il suo approccio alla medicina della longevità e ha rivelato alcuni dei clienti vip che si affidano ai suoi protocolli. Un metodo che si basa sul concetto di ormesi e sull’idea che il corpo umano possa essere allenato a reagire meglio agli stress positivi. Fra le persone che segue ci sono nomi molto noti.
“Li cito volentieri con il loro consenso. Comincio da Michelle Hunziker che è un caso incredibile: età biologica di 25 anni e anagrafica di 52. Ha una disciplina importante ma soprattutto equilibrio. Sa godersi la vita senza trasformare la longevity in un’ossessione. Poi Francesca Fagnani che definisco la “regina della psicormesi e degli integratori”: ha la capacità di trasformare la pressione e lo stress in performance. Renzo Rosso e sua moglie Arianna: un esempio di coppia advanced in fatto di ormesi. Elisabetta Canalis, il mio “avamposto” ormetico negli States: sa sempre tutto prima! E ancora, i miei “soldatini”: Ilary Blasi, Alessia Marcuzzi, Barbara D’Urso, Taylor Mega, Vittorio Brumotti, Ornella Muti, Asia Argento, Isabella Ferrari e Luca Argentero“.

Tra i clienti seguiti dal dottor Polimeni figurano anche imprenditori e produttori musicali:
“Li seguo da anni. Penso a Giacomo Maiolini, leggenda nella musica, che ha capito quanto cervello, curiosità e passione incidano sull’invecchiamento. Così come gli amici imprenditori Francesca e Umberto Pengo, Antonio Baravalle, il ceo di Lavazza e Roberto Alesse, il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Come dicevo figure diverse”
Cos’è la psicormesi e perché se ne parla
Il termine centrale è “ormesi”, un concetto biologico secondo cui dosi leggere di stress possono attivare risposte adattative benefiche nell’organismo. Da qui nasce la cosiddetta “psicormesi”, applicata al benessere mentale e fisico: l’idea che il corpo e la mente migliorino quando vengono esposti in modo controllato a stimoli come freddo, digiuno, fatica moderata o variazioni dello stile di vita.
Secondo Polimeni, la longevità non sarebbe quindi una questione di genetica immutabile, ma di regolazione quotidiana.
“La longevità è modulabile: dipende dallo stile di vita, dalle abitudini, dalla prevenzione. Nel mio libro Hormesis Reset – Il metodo scientifico per attivare la longevità, scritto con Angela Marocco- che trovate anche su Amazon, ad un prezzo scontato – parto proprio da questo principio: il corpo umano non è progettato per il comfort continuo ma per adattarsi agli stimoli. Oggi abbiamo eliminato quasi tutte le oscillazioni naturali — freddo, digiuno, movimento spontaneo, ritmi biologici — e il nostro organismo perde elasticità e dunque capacità di reagire. Pensiamo all’invecchiamento come a un consumo inevitabile. Le piante e gli animali più longevi vivono spesso in condizioni ambientali difficili. Da lì nasce il mio protocollo ormetico integrato: caldo e freddo, digiuno intermittente, piccoli stress positivi che riattivano il corpo. Attenzione però: non estremismi, ma equilibrio. Non maratone o giorni senza mangiare”

Nel corso dell’intervista al Corriere della Sera il medico mette anche un freno alle interpretazioni più estreme del tema longevity, sempre più diffuse tra lifestyle e biohacking. “Non esiste l’elisir di giovinezza. Esiste la possibilità di invecchiare meglio”
“La vera giovinezza non è la carrozzeria. Il culturista pieno di steroidi non è un modello di invecchiamento sano. E nemmeno il miliardario ossessionato dai protocolli estremi. I veri campioni della longevità vivono appunto nelle Blue Zones: vite semplici, relazioni forti, ritmi umani”
Uno dei punti centrali del metodo riguarda il rapporto tra genetica ed epigenetica, cioè l’influenza dello stile di vita sull’espressione dei geni. “La genetica conta meno di quanto si pensi. Conta moltissimo l’epigenetica: cioè i segnali che diamo al nostro Dna attraverso lo stile di vita. Gli studi sui gemelli monozigoti lo dimostrano chiaramente”.
E sul futuro della ricerca, Polimeni resta prudente ma ottimista:
“La fine verrà comunque per tutti. Cerchiamo di arrivarci meglio. Noi non stiamo cercando l’immortalità. Le prossime generazioni avranno strumenti straordinari: cellule staminali, nuove terapie, farmaci innovativi. Ma già oggi possiamo fare moltissimo. E soprattutto possiamo evitare tanta sofferenza”
Il metodo raccontato dal medico si inserisce in un filone sempre più diffuso: quello della longevità attiva, che unisce medicina, nutrizione, gestione dello stress e abitudini quotidiane.
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