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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Elle, un prequel piacevole ma che fatica a trovare una vera ragione d’esistere

Elle, un prequel piacevole ma che fatica a trovare una vera ragione d’esistere

La recensione di Elle, il prequel de La rivincita delle bionde: piacevole e con un'ottima protagonista, ma meno brillante del film originale.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini1 Luglio 2026Aggiornato:1 Luglio 2026
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Una scena di Elle, serie prequel de La rivincita delle bionde.
Una scena di Elle, serie prequel de La rivincita delle bionde. Fonte: Prime Video.
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A più di venticinque anni dal fenomeno cult La rivincita delle bionde, Prime Video tenta l’operazione nostalgia espandendo il franchise con Elle, serie prequel incentrata sull’adolescenza dell’iconica Elle Woods. Il testimone di Reese Witherspoon passa qui alla giovane Lexi Minetree, chiamata a dare corpo e voce alla genesi della futura avvocata di Harvard.

L’ambizione della showrunner Josh Schwartz sarebbe semplice: portare sullo schermo la formazione della bionda più ottimista della California prima del mito. Eppure, l’operazione deve interfacciarsi quasi subito contro il paradosso intrinseco del prequel, scivolando in un cortocircuito narrativo che finisce per minare la credibilità del personaggio che il pubblico ha imparato ad amare.

Shock culturale nella Seattle anni ’90

Una scena di Elle, serie prequel de La rivincita delle bionde.
Una scena di Elle, serie prequel de La rivincita delle bionde. Fonte: Prime Video.

Il punto di partenza è un classico coming of age da ricollocamento geo-culturale: la sedicenne Elle Woods naviga placidamente nella sua bolla dorata di popolarità a Los Angeles, finché un tracollo professionale del padre non costringe la famiglia a trasferirsi a Seattle.

Il contrasto è visivo e antropologico: l’energia iper-colorata di Elle impatta contro il grigiore della cultura grunge di metà anni Novanta. Trovare una quadra in un microcosmo che rigetta il suo ottimismo diventa il motore della narrazione, tra dinamiche scolastiche, primi turbamenti sentimentali e persino un’inedita digressione mistery. Se la ricostruzione d’epoca funziona grazie a una colonna sonora indovinata e a un citazionismo nostalgico ben calibrato, la rappresentazione di Seattle cede però troppo spesso il passo alla macchietta bidimensionale.

La rivelazione Lexi Minetree

Lexi Minetree in una scena di Elle.
Lexi Minetree in una scena di Elle. Fonte: Prime Video.

Se la serie riesce a mantenersi a galla, il merito è quasi interamente di Lexi Minetree. La vera scommessa vinta della produzione è un’attrice capace di evocare la mimica, i tic e l’irresistibile carisma della Witherspoon senza mai scivolare nella sterile imitazione. Minetree restituisce intatta la leggerezza primigenia di Elle, arricchendola però di una vulnerabilità inedita e a tratti sorprendente.

Attorno a lei si muove un cast di contorno a due velocità: se la chimica tra i genitori (egregiamente interpretati da June Diane Raphael e Tom Everett Scott) offre ottimi tempi comici, la fauna adolescenziale che popola i corridoi scolastici delude, appiattita su stereotipi del genere teen che faticano a lasciare il segno.

Il paradosso del prequel e la deriva teen drama

Una scena di Elle, serie prequel de La rivincita delle bionde.
Una scena di Elle, serie prequel de La rivincita delle bionde. Fonte: Prime Video.

Il limite invalicabile di Elle risiede però nella sua stessa natura. La scrittura spinge la protagonista a un’evoluzione precoce: a sedici anni Elle impara già a scardinare i pregiudizi altrui e a imporre il proprio valore. Un arco narrativo che funziona nell’economia della singola stagione, ma che depotenzia e rende incoerente la Elle Woods che ritroveremo anni dopo nel film del 2001, dove la ragazza appariva decisamente più ingenua e impreparata al cinismo del mondo. Una sfasatura di continuity tale da far sembrare la serie più un reboot in un universo alternativo che un reale tassello della timeline ufficiale.

A pesare è anche un netto cambio di registro stilistico. Laddove il film originale era una commedia brillante e affilata, Elle preferisce accasarsi nei territori più battuti del teen drama adolescenziale, disperdendo l’efficacia della satira in favore di triangoli amorosi e indagini scolastiche superflue. Si ride meno, e la tendenza della sceneggiatura a prendersi eccessivamente sul serio finisce per soffocare proprio quel senso di irresistibile e anarchica spensieratezza che aveva decretato la fortuna del cult del 2001.

Cosa ne pensiamo in sintesi

6.0 Leggera

Elle è una serie piacevole da seguire, soprattutto grazie a un'ottima protagonista e a una produzione curata. Tuttavia fatica a giustificare la propria esistenza come prequel e non riesce a replicare il fascino, l'ironia e il ritmo de La rivincita delle bionde. Funziona meglio se la si guarda come una rilettura moderna del personaggio piuttosto che come il capitolo precedente della storia che tutti conoscono. Chi cerca la stessa brillantezza del film originale potrebbe rimanere deluso, mentre chi ama i teen drama leggeri troverà comunque una serie gradevole da vedere.

Pro
  1. Lexi Minetree convince fin dal primo episodio.
  2. Buona atmosfera anni Novanta.
  3. Produzione curata e visivamente piacevole.
Contro
  1. Come prequel presenta diverse incoerenze.
  2. Meno divertente del film originale.
  • Voto CinemaSerieTV 6.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
Sofia Biagini
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Bolognese classe 1988, Sofia Biagini è redattrice e Social Media Manager nonché responsabile editoriale del sito IlMeglioDiTutto.it. Con quasi 8 anni di esperienza nel campo della redazione di articoli in ottica SEO e nella gestione dei principali Social Media per conto di agenzie di comunicazione, startup e testate online, dal 2019 il suo interesse si è rivolto verso la settima arte: ha collaborato per 3 anni con Movieplayer.it e, in seguito, è entrata a far parte del network che comprende anche CinemaSerieTV.it. Sofia Biagini è anche illustratrice e fondatrice del progetto Disegni Cinici e, nel 2022, ha pubblicato un libro edito DeAgostini dal titolo “Se son rose appassiranno”.

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