Le serie crime in costume hanno un fascino tutto loro, soprattutto quando uniscono omicidi, segreti di famiglia e una splendida ambientazione storica. Estate 36 (titolo originale L’Été 36), miniserie francese Netflix in sei episodi, parte da tutti questi elementi: la Costa Azzurra nell’estate del 1936, un procuratore trovato morto in un hotel di lusso e quattro donne che, per motivi diversi, avevano tutte un conto in sospeso con la vittima.
L’inizio promette molto, ma la serie finisce per complicare la propria storia con un numero eccessivo di personaggi, legami familiari e sottotrame che, invece di arricchire il mistero, lo rendono spesso più confuso.
Un omicidio al centro di una Francia che sta cambiando

Siamo nell’agosto del 1936, durante la prima estate in cui i lavoratori francesi possono finalmente godersi le ferie retribuite. La Costa Azzurra, fino a quel momento frequentata quasi esclusivamente dall’alta società, si riempie di persone provenienti da realtà completamente diverse. È un cambiamento che modifica gli equilibri sociali e che la serie utilizza come sfondo della vicenda.
Quando il procuratore Adrien Jacquart viene trovato assassinato in una camera d’albergo, l’indagine porta rapidamente a quattro donne le cui vite, per ragioni diverse, si sono incrociate con la sua. Ognuna nasconde qualcosa, ognuna ha un passato che riaffiora e nessuna sembra essere estranea alla vicenda.
Un intreccio ricco, forse troppo

L’idea di base sarebbe anche ottima, se non fosse che la serie rovescia addosso allo spettatore troppe cose tutte insieme. Nel giro di un paio di puntate, infatti, si perde il conto di quanti amanti segreti, parentele nascoste, faide per l’eredità e drammi personali saltino fuori.
A un certo punto ci si ritrova a dover mettere in pausa per cercare di ricordarti chi sia quel cugino o che legame abbia con la vittima. Il problema è proprio questo: in un giallo devi spremerti le meningi per capire chi è l’assassino, non per ricostruire l’albero genealogico dei personaggi.
L’ambientazione è il vero punto di forza

Dal punto di vista visivo, però, Estate 36 è difficile da criticare: la Costa Azzurra degli anni Trenta viene ricostruita con grande cura, tra hotel eleganti, lungomare, costumi d’epoca e fotografie luminose che contrastano efficacemente con l’oscurità del delitto. Anche la ricostruzione è piuttosto convincente, così come l’utilizzo del contesto sociale dell’epoca, che aggiunge spessore senza mai risultare didascalico.
Un buon cast sostiene una sceneggiatura altalenante

Le quattro protagoniste rappresentano il cuore della serie e funzionano soprattutto grazie alle interpretazioni del cast. Le loro storie personali, i conflitti familiari e le differenti condizioni sociali contribuiscono a conferire umanità ai personaggi, anche quando la sceneggiatura tende a complicare inutilmente i loro percorsi.
Peccato che il continuo alternarsi di sottotrame impedisca ad alcune di loro di emergere davvero, lasciando la sensazione che la serie avrebbe funzionato meglio con una costruzione più essenziale.
Cosa ne pensiamo in sintesi
Estate 36 conquista con la sua ricostruzione d'epoca e una bella atmosfera, ma un intreccio fin troppo affollato finisce per appesantire un mistero che avrebbe funzionato meglio con qualche semplificazione.
Pro
- Ambientazione d'epoca molto curata
- Buone interpretazioni del cast principale
- Interessante il contesto storico del 1936
Contro
- Troppi personaggi introdotti in poco tempo
- Alcune sottotrame complicano inutilmente la storia
- Voto CinemaSerieTV
