Federico Quaranta è tornato a parlare dell’aggressione subita a Milano, raccontando per la prima volta nel dettaglio quanto accaduto e soffermandosi soprattutto sulle sensazioni che gli ha lasciato quell’episodio. Il conduttore ha spiegato a Fanpage di essere stato avvicinato da tre giovani che volevano portargli via l’orologio appartenuto a suo padre, un Omega dal grande valore affettivo.
Ripercorrendo quei momenti, Quaranta ha raccontato che tutto è avvenuto in pochi istanti nei pressi della stazione di Milano:
“Tre ragazzi volevano l’orologio che fu di mio padre. Un Omega che per me valeva il tempo che ha attraversato, non il suo prezzo. Hanno cercato di strapparmelo e volevano anche le mie borse. Ho reagito d’istinto, poi alcune persone si sono avvicinate e loro sono scappati.”
Il conduttore ha ammesso che, razionalmente, consiglierebbe a chiunque di non opporsi a un’aggressione, ma in quel momento non è riuscito a controllare la reazione.
“Non ho avuto il tempo di essere razionale. Quell’orologio rappresentava una parte della mia storia. Spero di non dovermi più trovare in una situazione simile, perché in quei casi non scegli davvero: reagisce la parte più profonda di te”.
Più della violenza dell’aggressione subita, però, ad averlo colpito sono stati gli sguardi dei ragazzi coinvolti. Quaranta li ha descritti come “ragazzi perduti”, parlando di una rabbia che, a suo giudizio, nasce da una profonda mancanza di punti di riferimento e di identità.

Alla domanda se Milano sia diventata una città insicura, il volto Rai ha evitato giudizi netti. “Milano resta una città straordinaria“, ha spiegato a Fanpage, aggiungendo però che sarebbe sbagliato ignorare il problema. Secondo Quaranta, limitarsi a parlare di controlli e sicurezza significa osservare solo le conseguenze, mentre il nodo principale riguarda una parte della società che cresce senza sentirsi davvero parte di una comunità.
“La città smette lentamente di essere una comunità e diventa una somma di mondi che si incrociano senza riconoscersi e spesso si scontrano”.
Archiviato lo spavento, il conduttore guarda ora ai prossimi impegni televisivi. Dal 19 luglio tornerà su Rai 1 con una nuova stagione di Vista Mare, affiancato da Diletta Acanfora, mentre dal 7 settembre sarà nuovamente alla guida de Il Provinciale, che approderà nell’access prime time di Rai 3. Continuerà inoltre il suo percorso come uno dei volti del racconto del territorio italiano sulle reti Rai, insieme agli altri progetti dedicati alla scoperta dei borghi, delle tradizioni e delle comunità locali.
