Prime Video continua a investire nei romance nati online e, dopo il successo di titoli come Culpa Mía e Love Me Love Me, porta in streaming Boulevard, adattamento del romanzo di Flor M. Salvador diventato un fenomeno su Wattpad. Al centro della storia ci sono Hasley e Luke, due adolescenti che si incontrano in un momento fragile delle rispettive vite e finiscono per trasformare il loro legame in un rifugio dal resto del mondo.
Il film diretto da Sonia Méndez cerca di raccontare l’amore come qualcosa di totalizzante, capace di dare sollievo ma anche di confondere il bisogno di aiutare una persona con l’illusione di poterla salvare. L’atmosfera malinconica e la sintonia tra i protagonisti funzionano, ma la sceneggiatura resta spesso prigioniera dei meccanismi più prevedibili del romance young adult.
L’incontro tra Hasley e Luke

Hasley Weigel (Eve Ryan) arriva in una nuova città insieme alla madre e deve ricominciare ancora una volta da capo. Il trasferimento la porta in una scuola che non conosce, lontana dalle poche certezze che era riuscita a costruire. È qui che incontra Luke Howland (Mikel Niso), un ragazzo schivo, irrequieto e segnato da un dolore che non riesce ad affrontare.
Tra i due nasce subito una forte attrazione. Hasley intuisce che dietro l’atteggiamento distaccato di Luke si nasconde una persona molto più vulnerabile, mentre lui trova in lei qualcuno disposto ad ascoltarlo senza ridurlo ai suoi errori. Il loro rapporto cresce rapidamente, alimentato dalla sensazione di essere gli unici in grado di comprendersi davvero. Il problema è che il film concede poco tempo alla costruzione di questa intimità: molti passaggi vengono affidati a sguardi, montaggi musicali e frasi ad effetto, dando per scontata una profondità che la storia non sempre riesce a dimostrare.
Un amore che rischia di diventare dipendenza

L’aspetto più interessante di Boulevard riguarda il confine tra innamorarsi di qualcuno e sentirsi responsabili della sua salvezza. Hasley vede Luke soffrire e si convince di poter essere la persona capace di trattenerlo dal precipitare. Il suo affetto è sincero, ma il rapporto si sviluppa dentro una dinamica squilibrata: lei cerca continuamente di raggiungerlo, mentre lui alterna momenti di apertura ad altri in cui torna a chiudersi e a ferire chi gli sta vicino.
Il film prova a mettere in discussione questa idea dell’amore salvifico, senza però riuscire a prenderne davvero le distanze. La sofferenza di Luke viene spesso romanticizzata e il suo comportamento finisce per alimentare quella figura del ragazzo tormentato che il cinema young adult ha già raccontato moltissime volte.
Il boulevard come spazio fuori dalla realtà

Il luogo che dà il titolo al film rappresenta il mondo privato costruito dai protagonisti, uno spazio in cui possono sottrarsi alle aspettative degli altri e fingere, almeno per qualche ora, che il dolore non li raggiunga. Sonia Méndez lo racconta attraverso immagini sospese, luci morbide e una colonna sonora che richiama l’immaginario musicale di Luke. Il film preferisce una dimensione quasi astratta, senza legarsi troppo a un luogo preciso, così da far sembrare la relazione tra i due una parentesi separata dalla realtà.
Questa scelta visiva dona al racconto una personalità riconoscibile, ma a lungo andare contribuisce anche a renderlo eccessivamente costruito. Alcune sequenze sembrano pensate soprattutto per diventare immagini da condividere sui social, più che per far avanzare davvero la storia.
Un adattamento pensato soprattutto per chi conosce il romanzo
Boulevard mantiene molti degli elementi che hanno reso popolare il libro: la malinconia, l’intensità del primo amore e il fascino esercitato da un personaggio emotivamente irraggiungibile. Proprio questa fedeltà al suo pubblico di partenza rappresenta però anche un limite. Chi ama il romanzo potrà ritrovare l’atmosfera e i personaggi a cui si è affezionato, mentre chi arriva al film senza conoscere la storia potrebbe percepire l’intreccio come molto familiare.
La narrazione segue infatti una traiettoria facilmente intuibile e non prova davvero a rinnovare il genere. Il risultato è coinvolgente nei momenti più intimi, ma meno incisivo quando cerca il grande melodramma.
Cosa ne pensiamo in sintesi
Boulevard punta sull’intensità dei sentimenti e sulla chimica tra i suoi protagonisti, ma resta troppo legato ai cliché del romance tormentato. Visivamente suggestivo, coinvolge a tratti senza riuscire a dare vera profondità al dolore che racconta.
Pro
- Affronta il lato meno rassicurante dell’amore adolescenziale
- Buona chimica tra Eve Ryan e Mikel Niso
Contro
- La relazione viene costruita troppo velocemente
- Luke resta legato allo stereotipo del ragazzo tormentato
- Voto CinemaSerieTV
