Sam Neill, l’attore neozelandese che sarà ricordato per i ruoli iconici in Jurassic Park e Peaky Blinders, è morto lunedì 13 luglio 2026 a Sydney, in Australia. Aveva 78 anni. La notizia è stata comunicata attraverso un messaggio condiviso sul suo profilo Instagram dalla famiglia, che ha chiesto rispetto per la privacy in questo momento di dolore immenso. Non è stata rivelata la causa del decesso, ma Neill aveva lottato a lungo contro il cancro ed era guarito.
Nel 2023 Neill aveva rivelato pubblicamente, attraverso le pagine della sua autobiografia Did I Ever Tell You About This?, che l’anno precedente gli era stato diagnosticato un linfoma a cellule T angioimmunoblastico di stadio tre, una rara forma di cancro del sangue. La diagnosi era arrivata mentre si occupava della promozione di Jurassic World: Dominion, dopo aver notato dei linfonodi ingrossati.
Dopo un anno di chemioterapia intensiva, quando il trattamento iniziale aveva iniziato a perdere efficacia, Neill era stato inserito in una sperimentazione clinica con un nuovo farmaco che aveva dovuto assumere mensilmente. Ad aprile 2026 aveva condiviso la notizia di essere finalmente libero dal cancro, una vittoria che aveva accolto con il suo caratteristico umorismo britannico e la forza d’animo che lo contraddistingueva.
La famiglia ha sottolineato che la perdita è stata improvvisa e inaspettata, ma ha trovato conforto nel fatto che Sam sia rimasto libero dal cancro fino alla fine. L’attore era circondato dai suoi cari quando si è spento con la stessa dignità che ha caratterizzato tutta la sua esistenza.
Nato come Nigel John Dermot Neill il 14 settembre 1947 a Omagh, nell’Irlanda del Nord, da madre inglese e padre neozelandese che prestava servizio nell’esercito britannico, Sam si trasferì in Nuova Zelanda con la famiglia nel 1954, all’età di otto anni. Il nome Sam lo adottò a 12 anni, sostituendo Nigel che trovava inadatto: “Mi muovevo più facilmente nel mondo come Sam”, avrebbe raccontato anni dopo.
Dopo aver frequentato scuola e università a Christchurch, dove un disastroso anno di studi in legge lo convinse a cambiare strada, Neill si avvicinò alla recitazione attraverso le produzioni del Canterbury University. Si trasferì poi a Wellington per unirsi al Downstage Theatre come attore professionista, guadagnando appena 35 dollari neozelandesi a settimana più gli avanzi di cibo della cucina destinata al pubblico prima degli spettacoli.
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La svolta arrivò nel 1977 con Unica regola, vincere, il primo film neozelandese distribuito negli Stati Uniti. Due anni dopo, il ruolo da protagonista in La mia brillante carriera (1979) accanto a Judy Davis lo fece conoscere a livello internazionale. Seguirono interpretazioni memorabili: il figlio del diavolo in Omen III (1981), il controverso film di culto Possession (1981) di Andrzej Żuławski, e Michael Chamberlain nel drammatico Un grido nella notte (1988), al fianco di Meryl Streep, che raccontava la tragica vicenda della scomparsa di Azaria Chamberlain.
Ma fu nel 1993 che Sam Neill raggiunse la fama planetaria con due ruoli destinati a rimanere nella storia del cinema. Prima come Alisdair Stewart, il marito taciturno della protagonista nel capolavoro di Jane Campion Lezioni di piano, premiato con l’Oscar. Poi come il paleontologo dottor Alan Grant in Jurassic Park di Steven Spielberg, un ruolo che era stato inizialmente offerto a Harrison Ford e che Neill riprese nei sequel Jurassic Park III e Jurassic World Dominion.
La sua carriera televisiva fu altrettanto brillante. Interpretò il corrotto maggiore Chester Campbell nella serie britannica Peaky Blinders, partecipò a The Twelve e The Tudors, e prestò la voce a episodi di The Simpsons e Rick and Morty. Nel 1983 ricevette una nomination ai Golden Globe per la sua interpretazione della spia Sidney Reilly nella miniserie Reilly, Ace of Spies.
Un episodio curioso della sua carriera riguarda James Bond: Neill fu uno dei candidati principali per succedere a Roger Moore nel 1986 e sostenne anche un provino, ma il ruolo andò a Timothy Dalton. In Svezia divenne una celebrità nazionale grazie al film Ivanhoe (1982), trasmesso in televisione ogni capodanno per 40 anni consecutivi.
Lontano dai set, Neill viveva nella sua amata Two Paddocks, una fattoria con vigneto nella regione vinicola di Central Otago, in Nuova Zelanda. Descriveva la produzione di vino come “Un’attività ridicolmente dispendiosa in termini di tempo e denaro”, ma che gli procurava immensa soddisfazione. Con il suo caratteristico umorismo, aveva battezzato gli animali della fattoria con i nomi dei colleghi: Laura Dern per una gallina, Kylie Minogue per un’anatra, Helena Bonham Carter per una mucca.
Riguardo alla morte, Neill aveva dichiarato al Guardian nel 2023:
“Non ho paura di morire, ma mi darebbe fastidio. Perché vorrei davvero un altro decennio o due. Abbiamo costruito tutte queste belle terrazze, abbiamo questi ulivi e cipressi, e voglio vederli crescere. E ho i miei adorabili nipotini. Voglio vederli diventare grandi. Ma quanto al morire? Non me ne potrebbe importare di meno”.
Neill lascia quattro figli e sei nipoti.
