Chuck Russell, il regista che ha rivoluzionato il cinema di genere negli anni Novanta con film iconici come The Mask e Nightmare 3 – I guerrieri del sogno, è morto mercoledì 23 luglio 2026 nella sua casa nei sobborghi di San Diego. Aveva 74 anni. La notizia è stata confermata dal suo avvocato e dalla moglie Ania, che lo ha trovato privo di sensi e ha immediatamente allertato i soccorsi. I vigili del fuoco intervenuti non sono riusciti a rianimarlo.
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“Era una persona meravigliosa, significava tutto per me”, ha dichiarato la moglie al The Hollywood Reporter, descrivendo la morte come completamente inaspettata. Oltre alla moglie, con cui era sposato da quasi 19 anni, Russell lascia tre figli: Logan, Riley e Carlyn.
Nato a Park Ridge, Illinois, il 9 maggio 1952, Chuck Russell aveva studiato all’Università dell’Illinois, dove aveva scritto e diretto opere teatrali in un atto. Il suo ingresso a Hollywood era avvenuto dalla gavetta più completa: assistente di produzione per Cannonball! e supervisore di produzione per Il mondo violento di Bobbie Jo, ragazza di provincia, entrambi del 1976. È stato durante la produzione di Hell Night nel 1981, dove lavorava come produttore esecutivo, che aveva incontrato il regista Frank Darabont, all’epoca assistente di produzione, con cui avrebbe instaurato una collaborazione creativa duratura.

Il debutto alla regia di Russell era arrivato nel 1987 con Nightmare 3 – i guerrieri del sogno per la New Line Cinema, dopo aver scritto la sceneggiatura del thriller horror Dreamscape con Dennis Quaid nel 1984. Il terzo capitolo della saga di Freddy Krueger – a parere di chi scrive uno dei migliori – aveva rivitalizzato il franchise incassando più di 44 milioni di dollari al botteghino, quasi quanto i primi due film messi insieme, e lanciando la carriera di Patricia Arquette.
Nel 1988 aveva diretto e co-scritto con Darabont il remake di Blob – il fluido che uccide, remake dell’horror sci-fi di culto del 1958.
Ma è stato The Mask del 1994 a rappresentare il trionfo di Russell. Realizzato con un budget di 18 milioni di dollari, il film aveva incassato più di di 350 milioni di dollari in tutto il mondo e ottenuto una nomination all’Oscar per i migliori effetti visivi. Per crearli, Russell aveva collaborato con la Industrial Light and Magic di George Lucas. Il film aveva trasformato Jim Carrey in un nome conosciuto in tutto il mondo e aveva lanciato Cameron Diaz nel suo primo ruolo cinematografico.
“Ho dovuto combattere parecchio con lo studio per assumere Cameron”, aveva raccontato Russell in un’intervista del 2022. “L’alchimia tra lei e Jim durante i provini era talmente forte che ho dovuto lottare per farle avere quel ruolo”. I denti enormi del personaggio mascherato erano originariamente pensati solo per le scene mute, ma Carrey aveva imparato a parlare con la protesi per rendere il suo personaggio ancora più simile a un cartone animato.
The Hollywood Reporter scrive che Jim Carrey ha voluto ricordare il regista con un commosso tributo:
“Considero un privilegio aver lavorato con Chuck Russell, che durante le riprese di The Mask riuscì a creare sul set un’atmosfera contagiosa, piena di meraviglia, spirito di squadra e genuina allegria. L’intero cast e la troupe sono stati conquistati e ispirati dal suo entusiasmo e dalla sua voglia di giocare. Tutti noi continuiamo, a distanza di tanti anni, a sentirci fortunati per aver preso parte a quell’esperienza così speciale e senza tempo. The Mask resta uno dei punti più preziosi della mia carriera creativa. Grazie, Chuck.”
La carriera di Russell era proseguita con Eraser – L’eliminatore del 1996, con Schwarzenegger come protagonista, e Il Re Scorpione del 2002, che aveva segnato il primo ruolo da protagonista per Dwayne Johnson. Nel mezzo, aveva diretto La mossa del diavolo con Kim Basinger nel 2000. Insieme a Darabont era stato produttore esecutivo di Collateral di Michael Mann nel 2004.
Dopo una lunga pausa dal cinema, Russell era tornato dietro la macchina da presa nel 2016 con I Am Wrath, interpretato da John Travolta, con cui aveva collaborato nuovamente in Paradise City del 2022, che vedeva anche Bruce Willis nel cast.
“Ogni film è un’esperienza completamente diversa” – aveva detto, a proposito della sua carriera – “Ci sono persone straordinarie con cui lavorare: dagli autisti di camion alle ballerine alle star del cinema, tutti sono essenziali per il processo ed eternamente affascinanti per me. La gente ha notato nella mia carriera come abbia spaziato tra generi diversi. Ho iniziato con l’horror, quindi pensavano che sarei rimasto in quel campo diventando come un John Carpenter. Amo il cinema, sono un fan del cinema, e penso che mi annoierei terribilmente se mi limitassi a un solo genere”
