Christopher Nolan aveva indicato la traduzione dell’Odissea di Emily Wilson come una delle principali fonti d’ispirazione per il film. Ora, però, è proprio la professoressa Wilson, docente di Studi Classici all’Università della Pennsylvania e prima donna ad aver tradotto in inglese l’Odissea e l’Iliade di Omero a firmare una delle recensioni più dure del film di Nolan, pubblicata sulla London Review of Books e diventata virale al punto da mandare temporaneamente in tilt il sito della rivista.
Wilson, grecista e latinista di origine britannica, non ha risparmiato critiche al kolossal di Nolan, pur riconoscendone l’enorme impatto culturale e sottolineando che è uno spettacolo visivo efficace per intrattenere e “sfuggire al caldo per qualche ora”. Un film “non noioso, grazie al materiale di base” che anche i suoi figli hanno apprezzato. Secondo la studiosa, il film soffre degli stessi limiti che attribuisce spesso al regista: “Mostra la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.”
Nella recensione, Wilson sostiene che The Odyssey non riesca a costruire personaggi davvero convincenti e che abbia poco da dire su temi centrali del poema, come il tempo, la memoria, la guerra, la famiglia e il ritorno a casa. Tra le osservazioni più pungenti c’è anche una critica alla scrittura dei dialoghi, definita “terribile”: “Nessuno dei personaggi ha motivazioni convincenti per le sue azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e persino tutto il cibo sembra orribile”. La frase che più ha fatto discutere, però, è arrivata nelle conclusioni della recensione:
“Mi vergognerei di aver scritto qualunque parte di questa sceneggiatura”

Nonostante il giudizio severissimo, Wilson riconosce un merito al film: aver riacceso l’interesse del pubblico verso Omero. Su London Review of Book la studiosa osserva infatti che le traduzioni dell’Odissea, compresa la sua, stanno registrando un forte aumento delle vendite grazie all’uscita del film: “Nolan sta facendo del suo meglio per far tornare il pubblico a leggere, e gliene sono grata.”
Le sue parole hanno acceso un acceso dibattito online. Da una parte c’è chi condivide le critiche, ritenendo che il film privilegi lo spettacolo rispetto alla profondità del poema; dall’altra, molti spettatori difendono la scelta di Nolan di realizzare un adattamento cinematografico personale, piuttosto che una trasposizione fedele dell’opera di Omero.
