Il caso del gatto del Cinema Centrale di Imperia, considerato da anni la mascotte della storica sala, è uno dei più sconcertanti degli ultimi tempi, per quanto riguarda il mondo dei felini. Lo scorso 28 luglio 2026 il micio è stato portato via poco dopo mezzanotte approfittando della folla che lasciava il cinema dopo la proiezione di Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan, e da quel momento non è più tornato. Il gatto è stato poi soppresso in circostanze tuttora da chiarire.
Secondo quanto ricostruito finora, una coppia di turisti avrebbe notato l’animale all’esterno del cinema e lo avrebbe portato via forse ritenendo erroneamente che si trattasse di un gatto randagio. Successivamente il felino sarebbe stato consegnato all’Asl, dove sarebbe stato soppresso. I titolari del Cinema Centrale stanno valutando la presentazione di una denuncia.

A lanciare l’allarme sono stati i dipendenti della sala, che da anni si occupavano del micio, chiamato semplicemente “Gatto”. L’animale, un micio bianco e nero, aveva circa vent’anni, ed era seguito e curato con amore. Visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza, il personale avrebbe visto chiaramente una donna allontanarsi con il gatto in braccio. Sui social diversi utenti hanno raccontato di aver notato anche un uomo in auto che la stava aspettando e che sarebbe poi ripartito con lei.
La vicenda è stata resa pubblica da Mirco Rubaudo, gestore del Cinema Centrale, attraverso una serie di post pubblicati su Facebook. Dopo il suo appello, a Imperia si è mobilitata una vera e propria caccia alla persona che aveva portato via il gatto. Rubaudo ha detto:
“Alla fine della proiezione di Odissea del 27 luglio al Cinema Centrale, è stato portato via dal giardino del cinema il gatto che noi curiamo: è stato preso e portato via, come vedete dalle immagini della telecamera. Come in molti sapranno questo gatto ha più di 20 anni e ha anche svariati problemi, proprio per questo è in terapia e lo curiamo per quello che ha. Non mi sembra il caso di portarlo via anche se si vuole curarlo, senza poi conoscere la situazione clinica. Vi prego di far girare e arrivare così alla persona coinvolta”
Per alcuni giorni la speranza di ritrovare il micio vivo è rimasta accesa, ma ieri notte è arrivata la notizia più dolorosa. “Purtroppo Gatto non c’è più. Sono triste, amareggiato e arrabbiato, riposa in pace Gatto e saluta la mamma”, ha scritto ancora Rubaudo sui social.
La morte dell’animale ha provocato una forte ondata di indignazione. Molti cittadini e frequentatori del cinema hanno espresso rabbia e dolore per la scomparsa di un gatto che consideravano parte integrante del luogo. Qualcuno ha ipotizzato che la donna possa aver agito in buona fede, pensando di soccorrere un animale malato e affidandolo poi a un veterinario che avrebbe valutato la soppressione. Altri, invece, chiedono che la vicenda venga chiarita fino in fondo e che vengano accertate eventuali responsabilità.
Per il Cinema Centrale “Gatto” era una mascotte, una presenza storica per chi frequentava abitualmente la sala. Il suo nome era un omaggio al celebre micio di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.
Proprio quest’anno, a maggio Rubaudo, aveva raccontato la particolare storia di Gatto a La Stampa.
“È sempre stato un’anima libera. Scappava, cacciava per procurarsi del cibo. Nemmeno mia mamma, grande amante degli animali, è riuscita ad addomesticarlo. Un giorno è stato male ed è venuto da me: l’ho portato dal veterinario e poi qui, nel 2017. Da allora il cinema è diventato casa sua. Sta in giardino, ma quando inizia un film capisce che sono arrivato e viene a cercarmi. È libero, ma sa di poter contare su di me”
