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Home » Personaggi » Boy George, dopo la canzone pro-Israele lascia uno spettacolo: cosa è successo

Boy George, dopo la canzone pro-Israele lascia uno spettacolo: cosa è successo

Il cantante avrebbe dovuto partecipare al musical Jesus Christ Superstar in un piccolo ruolo, ma ha lasciato dopo le polemiche relative al brano a sostegno di Israele.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco31 Luglio 2026
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Boy George nel 2019 a Londra
Boy George nel 2019 a Londra - Photo by fredduval / depositphotos
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Boy George non salirà sul palco del London Palladium per interpretare Re Erode nella rinascita londinese di Jesus Christ Superstar. Il cantante britannico ha abbandonato la produzione a pochi giorni dal suo debutto previsto, in una decisione che arriva all’indomani della pubblicazione di una canzone fortemente controversa sul conflitto israelo-palestinese.

L’annuncio ufficiale è stato diffuso il 30 luglio 2026 attraverso i canali social di Paul Kemsley, manager dell’artista. Kemsley ha dichiarato di aver preso la decisione “Nella sua capacità di manager di Boy George” con il massimo rispetto per i produttori, il team creativo e l’intera compagnia teatrale. Il manager ha espresso gratitudine per la professionalità e la comprensione dimostrate da tutti gli interessati, augurando il meglio alla produzione.

Boy George avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Re Erode dal 2 al 15 agosto, alternandosi ad altri interpreti come Jesse Tyler Ferguson, Simon Russell Beale, Richard Armitage, Layton Williams e Julian Clary, tutti coinvolti in una rotazione per lo stesso ruolo. Richard Armitage dovrebbe sostituire il cantante nelle date previste.

La controversia che ha portato al ritiro nasce dalla pubblicazione, avvenuta all’inizio della stessa settimana, di una canzone intitolata “We Will Dance Again”, con titolo in ebraico. Il brano esprime un chiaro sostegno all’azione militare israeliana in Palestina e prende il titolo da un’espressione israeliana diventata popolare dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre a un festival musicale israeliano.

Nel testo della canzone, Boy George afferma che civili israeliani sono stati uccisi “Per il crimine di aver ballato” e si rivolge direttamente ai sostenitori celebrità della Palestina con parole dure: “Voi condannate, ma con una memoria selettiva. / Musicisti con le bandiere in mano, che ripetono parole come pecore. / La propaganda alimentata da internet appare così fragile”. Il passaggio più discusso recita: “Tu lo chiami genocidio, io lo chiamo guerra. / Quando sei sotto attacco, a cosa serve l’esercito? / La situazione si fa terribile? / Certo che sì. / Quando so che vuoi sterminare ognuno di noi.”

Il 65enne artista ha pubblicato la canzone sui suoi account social con i testi sia in inglese che in ebraico, specificando che il brano è stato creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il contenuto ha rapidamente generato un’ondata di critiche e reazioni negative da parte del pubblico e della comunità artistica.

Nella sua dichiarazione, Kemsley ha sottolineato come Boy George non sia mai stato timoroso nel difendere le proprie convinzioni personali, un aspetto che ha sempre rispettato nell’artista. Tuttavia, ha aggiunto di ritenere sua responsabilità prendere decisioni nell’interesse del suo artista mostrando al contempo rispetto verso gli altri. “In questo caso, ho ritenuto giusto farsi da parte, permettendo alla produzione di rimanere al centro dell’attenzione, assicurando che tutti i coinvolti possano andare avanti con reciproco rispetto e benevolenza”, ha spiegato.

Il manager ha anche rivolto sincere scuse ai fan che avevano acquistato biglietti con la speranza di vedere Boy George esibirsi, riconoscendo la delusione che questa decisione potrebbe causare e esprimendo profonda gratitudine per la loro continua lealtà e supporto.

Come riporta Variety, sebbene Boy George non abbia ancora rilasciato dichiarazioni dirette sulla sua uscita dal musical, giovedì pomeriggio ha pubblicato un messaggio sui social in risposta alle critiche ricevute per la canzone. “Non importa cosa penso io o cosa pensiate voi”, ha scritto su X. “Quando vi renderete conto che non state facendo NULLA! È una barzelletta. Sto persino litigando con amici ebrei. La follia non conosce limiti”.

 

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Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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