Franco Baresi è morto nella notte del 31 luglio 2026 all’età di 66 anni. Lo storico capitano del Milan e della Nazionale lascia un segno indelebile nella storia del calcio italiano. Nel 2025 era stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo polmonare, una battaglia affrontata per oltre un anno.
Ad annunciare la scomparsa è stato il Milan attraverso un messaggio pubblicato su X: “La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del dna e del cammino di tutto il club”.
Il vicepresidente onorario del club rossonero aveva reso nota la sua situazione nell’agosto del 2025, quando il Milan aveva comunicato l’esito degli accertamenti medici e la decisione di intervenire chirurgicamente.
“AC Milan informa che, a seguito di accertamenti di routine, al nostro Vice Presidente Onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva. L’intervento è andato bene e il decorso post-operatorio è stato privo di complicazioni. Franco è stato successivamente valutato dallo specialista oncologo con indicazione a terapia di consolidamento a base di immunoterapico”.
Nonostante la malattia, Baresi era tornato a mostrarsi in pubblico nei mesi successivi. Uno degli ultimi momenti rimasti impressi è stato quello vissuto durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
A febbraio 2026 l’ex difensore rossonero aveva portato la fiamma olimpica insieme a Beppe Bergomi, ricevendo un omaggio commovente davanti al mondo intero. Un’apparizione ancora più significativa alla luce della battaglia che stava affrontando.

Come scrive l’ANSA, la storia di Franco Baresi con il Milan è iniziata quando era poco più di un ragazzo. Rimasto orfano da adolescente, aveva già sviluppato una grande forza caratteriale quando, appena diciassettenne, debuttò con la maglia rossonera a Verona nell’aprile del 1978.
In quegli anni veniva chiamato Piscinin, per il suo fisico esile. A credere nelle sue qualità fu anche Gianni Rivera, che lo prese sotto la propria protezione e ne intuì il talento.
Già dalla stagione successiva Baresi iniziò a imporsi come punto di riferimento della difesa milanista, contribuendo alla conquista del decimo scudetto della storia del club. Rimase fedele ai colori rossoneri anche nei momenti più difficili, compresi gli anni delle retrocessioni del 1980 e del 1982.
Nel 1982 faceva parte della rosa della Nazionale campione del mondo, anche se non scese in campo nella spedizione azzurra.
La fascia da capitano arrivò molto presto: Baresi diventò leader del Milan a soli 22 anni, trasformandosi da giovane promessa a simbolo assoluto della squadra.
Con il tempo arrivò anche un soprannome che raccontava la sua grandezza: “Kaiser Franz”, in riferimento a Franz Beckenbauer, il campione tedesco che aveva rappresentato per lui un modello.
La sua carriera in rossonero è entrata nella leggenda: sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro Supercoppe europee e due Supercoppe italiane.
