È morto don Antonio Mazzi. L’educatore e attivista italiano, da sempre impegnato nel recupero delle persone con problemi di dipendenza e fondatore della Fondazione Exodus, si è spento alle 17.00 di oggi, 31 luglio 2026, all’età di 96 anni a Milano, nella sua storica Casa all’interno del Parco Lambro.
A dare l’annuncio della scomparsa è stata proprio la Fondazione Exodus, che ha ricordato il sacerdote sottolineando il legame profondo con quella realtà nata nel cuore di Milano e diventata negli anni un punto di riferimento per migliaia di persone.
I funerali di don Mazzi saranno celebrati lunedì 3 agosto alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Prima delle esequie sarà possibile salutarlo nella camera ardente allestita presso la storica sede di Exodus, la Cascina Molino Torrette nel Parco Lambro, dove don Mazzi ha vissuto e dove ha iniziato il suo percorso di impegno sociale. La camera ardente sarà aperta sabato 1 agosto dalle 17 alle 20 e domenica 2 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. La Fondazione ha spiegato che l’apertura sarà libera e senza formalità, come lui desiderava.
La tumulazione avverrà invece in forma privata presso l’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.
I funerali non saranno una cerimonia formale – spiega la Fondazione – “ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo”

Nel comunicato diffuso dalla Fondazione Exodus – e rilanciato dall’ANSA – viene espresso anche un ringraziamento all’équipe medica, agli infermieri e al personale specializzato del Centro Cardiologico Monzino di Milano e dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, che negli anni hanno seguito il sacerdote.
Oltre al suo impegno sociale, don Antonio Mazzi è stato anche giornalista professionista e ha collaborato con numerose testate, tra cui Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno e Avvenire.
Il suo carattere diretto ed estroverso lo aveva portato anche sul piccolo schermo, dove per molti anni era stato una presenza familiare per il pubblico di Domenica in su Rai 1.
Tra i primi ricordi pubblici dopo la sua morte è arrivato quello di Mara Venier, che su Instagram ha dedicato un messaggio affettuoso al sacerdote: “Oggi perdo il mio secondo padre … sei stato un “prete da marciapiede “ che ha donato amore a tutti!”
