Salmo ha raccontato sui social di avere un tumore della pelle e ha collegato la malattia all’uso delle creme solari. In un video pubblicato su TikTok, il rapper ha spiegato che gli è stato diagnosticato un carcinoma basocellulare, una forma di tumore cutaneo che gli era già stata asportata in passato e che, a suo dire, si sarebbe ripresentata. L’artista attribuisce l’insorgenza del tumore all’utilizzo di prodotti solari protettivi, una posizione a dir poco discutibile.
@lebonwski.officialTumore della pelle♬ audio originale – Salmo Official
Il cantante, il cui vero nome è Maurizio Pisciottu, ha condiviso il suo racconto in prima persona, mostrando anche una cicatrice sul volto e spiegando di essersi sentito coinvolto nel dibattito nato nelle ultime settimane attorno alla protezione solare. Nel video, Salmo ha detto: “Nell’ultimo periodo ho visto dei reel di una dottoressa della quale non farò il nome, la quale parlava degli effetti devastanti delle creme solari e della pelle esposta al sole”.
Poco dopo ha aggiunto:
“Molti hanno varie teorie, molti dicono che il vero problema del cancro della pelle sia dovuto al cibo che mangiamo. Ora, voi direte, tu che c’entri con questa storia? Purtroppo io, come tanti, ho messo le creme solari e il risultato è il cancro della pelle. Carcinoma basocellulare. Questa è una cicatrice che mi è stato esportato e ora sta ricrescendo”.
Nel filmato il rapper mostra una cicatrice all’altezza dello zigomo, vicino a un piccolo tatuaggio a forma di saetta, indicando il punto in cui il tumore era stato rimosso.
Le parole di Salmo si inseriscono in una discussione già molto accesa sui social. Il riferimento è a un video diventato virale su Instagram della dottoressa Debora Rasio, oncologa e nutrizionista e ricercatrice della Sapienza.
Nel contenuto Rasio sosteneva che il melanoma non sarebbe necessariamente legato all’esposizione solare e affermava: “Una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma, mentre le creme solari aumenterebbero il rischio di tutti i tumori della pelle e soprattutto del melanoma”.
Secondo la dottoressa, il principale fattore protettivo sarebbe la vitamina D prodotta dall’organismo attraverso l’esposizione al sole. A sostegno della sua tesi citava uno studio sulla coorte della UK Biobank, pubblicato nel novembre 2023 sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, condotto su circa 470 mila persone.
La replica dei dermatologi italiani
Come riportato da Adnkronos, le affermazioni diffuse online hanno provocato numerose reazioni da parte della comunità scientifica. In una nota, il direttivo della Sidemast (Società italiana di Dermatologia e Malattie sessualmente trasmesse) ha scritto: “Estrapolare un dato e ignorare le conclusioni degli studi scientifici alimenta una disinformazione che può avere gravi conseguenze sulla salute”.
Gli specialisti hanno ribadito che “È evidente e innegabile che i raggi Uv siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle”. La società scientifica ha spiegato inoltre che persone prive di melanina, come gli albini che vivono in aree ad alta esposizione solare, sviluppano tumori cutanei in età molto precoce se non adeguatamente protette.
I dermatologi hanno quindi precisato: “Una corretta esposizione solare apporta benefici all’organismo, tra cui la sintesi della vitamina D. Ciò che aumenta il rischio di tumori della pelle è un’esposizione eccessiva e non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, associata a esposizioni prolungate e a scottature solari ripetute”.
Sul tema è intervenuto anche l’Istituto superiore di sanità, che ha richiamato l’attenzione sulla diffusione di notizie false riguardanti le creme solari. In una comunicazione pubblicata online si legge:
“Con l’arrivo dell’estate aumentano anche le fake news sulla protezione dal sole, in particolare sulle creme solari. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore: per tutelare la salute è importante verificare le fonti e affidarsi alle indicazioni scientifiche”.
L’Iss ha aggiunto: “Non è vero che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene”.
L’istituto ha ricordato che nessuna crema protegge totalmente dai raggi ultravioletti: un prodotto con SPF 15 lascia passare circa il 7% degli UV, uno con SPF 30 circa il 3% e uno con SPF 50 circa il 2%. Inoltre la protezione diminuisce se il prodotto viene applicato in quantità insufficiente o non viene riapplicato secondo le indicazioni.
Le dichiarazioni di Salmo hanno quindi riacceso il dibattito pubblico sulla prevenzione dei tumori cutanei, ma le principali istituzioni sanitarie italiane ribadiscono che l’esposizione solare eccessiva e non protetta resta il principale fattore di rischio per i tumori della pelle.
