L’uscita del nuovo video del brano Petal, di Ariana Grande, pubblicato venerdì, ha scatenato un’ondata di preoccupazione e commenti sui social. Molti fan infatti hanno espresso inquietudine per l’aspetto fisico e per la magrezza che l’artista mostra nel video.
In alcune scene del video, Grande appare davanti a una giuria di uomini e interpreta il ruolo di un’aspirante attrice. Il suo look è chiaramente ispirato a Grease, con leggings neri, un top nero scollato, una sciarpa abbinata al collo e una giacca di pelle gettata sulla spalla. In un’altra sequenza, la cantante balla in una sala d’attesa insieme ad altre aspiranti attrici, tutte con copioni in mano.
Tuttavia, i commenti si sono rapidamente divisi tra chi ha apprezzato la qualità artistica del progetto e chi ha manifestato serie preoccupazioni per la salute della star di Wicked.
“È estremamente magra ed è preoccupante”, ha scritto un utente sui social. Un’altra persona ha sottolineato che le ossa di Grande sono “sporgenti” e visibili. Su YouTube, un commento particolarmente accorato recitava:
“Come fan di Ari, la canzone e il video sono concetti assolutamente incredibili ed eseguiti magnificamente, ma onestamente tutto ciò a cui riesco a pensare è che spero stia bene perché sembra letteralmente malata. Ha bisogno di aiuto“
Sotto il video pubblicato su Instagram, i commenti sono dello stesso tenore. “Quindi state facendo finta che tutto sia ok?” – ha scritto un utente. Un’altra persona invece ha parlato dell’impatto che questa immagine può avere sulle ragazzine:
“Sono preoccupata per l’impatto che questo può avere sulle ragazze più giovani. Possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che vogliamo che le persone siano sane e vivano vite lunghe e felici. Io lo desidero anche per Ariana. Dobbiamo parlarne, perché le ragazze più giovani vedranno qualcuno che, dal punto di vista estetico, corrisponde al profilo di una persona con un disturbo alimentare e potrebbero pensare che sia normale o qualcosa a cui aspirare. Si parla di salute e del fatto che essere estremamente magre fino ad essere emaciati è molto dannoso per il benessere fisico.”
La verità è che non sappiamo cosa stia succedendo ad Ariana. Questa è una questione privata che riguarda lei. Ma possiamo e dobbiamo commentare questo aspetto quando si tratta dell’immagine di una pop star che le ragazze più giovani vedranno e proveranno a imitare.
Non tutti, però, hanno condiviso questa prospettiva. Come riporta Page Six, una parte consistente dei fan ha difeso la cantante, accusando i commentatori di body shaming e invasione della privacy. “Se vi importasse davvero di lei, non fareste commenti pubblici sul suo corpo”, ha scritto un utente su X. Un altro ha esortato: “Fatevi gli affari vostri”. Un messaggio particolarmente appassionato affermava: “Lasciate in pace il suo corpo. Ariana non esiste per i vostri commenti. È fuori a incontrare i fan, a pubblicare Petal e a vivere la sua vita. Il suo peso non è una discussione pubblica. Fare body shaming a una donna perché è magra è comunque body shaming. Punto. Proteggete la sua energia e mantenete il focus dove dovrebbe essere: la musica”.

Non è la prima volta che Ariana Grande affronta questo tipo di scrutinio pubblico. Nel 2024, quando un giornalista le aveva chiesto come gestisse la pressione che le donne sentono “di dover sempre apparire perfette”. “Penso che sia qualcosa che mette sempre a disagio, indipendentemente dalla scala in cui lo si sperimenta”, aveva risposto all’epoca, lasciando intendere che queste pressioni le vivono le star, ma anche le donne comuni.
Grande aveva sottolineato come i commenti sul peso possano mettere a disagio, anche in contesti familiari: “Anche se vai a cena del Ringraziamento e la nonna di qualcuno dice: ‘Oh mio Dio, sembri più magra! Cos’è successo?’ oppure ‘Sembri più in carne! Cos’è successo?'”.
Il dibattito sollevato dal video di Petal riflette una tensione culturale più ampia: da un lato la legittima preoccupazione per il benessere di una persona pubblica, dall’altro il rispetto per la persona stessa. Mentre il video continua a raccogliere visualizzazioni e commenti, resta centrale la domanda su dove tracciare il confine tra genuina preoccupazione e commento invasivo sull’aspetto fisico di qualcuno.
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